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sabato 18 dicembre 2010

Previsioni settimana valutaria 19 - 25 Dicembre 2010

Cosenza (Italy), 18 Dicembre 2010

 
La nuova settimana ci porta diritti a Natale. Tradizionalmente si tratta di una settimana lavorativa corta e caratterizzata da frenesia (party-aziendali, aria di festa negli uffici, scambio di auguri ecc.).
Ho provato lo stesso a valutare a mercati fermi le tendenze per la nuova settimana, pur sapendo che è elevata la possibilità di errore.
  • Apprezzamento del Dollaro USA nei confronti dell'Euro sulle seguenti piazze: Tokio, Zurigo, Londra;
  • Apprezzamento dell'Euro nei confronti del Dollaro USA sulle seguenti piazze: Sidney, Tokio, Londra;
  • Apprezzamento dell'Euro nei confronti dello Yen giapponese;
  • Apprezzamento del Dollaro USA sulla Sterlina inglese (FX), Franco svizzero e Yen giapponese;
  • Apprezzamento della Sterlina inglese sull'Euro (FX);
  • Apprezzamento dello Yen giapponese nei confronti dell'Euro;
  • Apprezzamento del Dollaro Australiano nei confronti dello Yen giapponese sulle seguenti piazze: Londra, New York, Zurigo (ma deprezzamento in Europa);
  • Apprezzamento del Franco svizzero nei confronti dell'Euro sulle seguenti piazze: New York, Londra (ma deprezzamento a Tokio e Sidney);
  • Apprezzamento del Franco svizzero nei confronti dello Yen giapponese. 
La sigla (FX) indica le migliori possibilità di guadagni.
Come si può vedere sarà una settimana nervosa e caratterizzata da molta volatilità. Alcune valute si apprezzeranno su determinate piazze ma non su altre (probabilmente il risultato finale sarà un sostanziale equilibrio rispetto ai valori di chiusura di questa settimana). In altri casi, assisteremo - a mio avviso - a ondate di acquisti di valuta estera su diversi mercati (soprattutto asiatici), il che lascia intuire una tendenza al deprezzamento di diverse valute asiatiche (segno di ripresa dell'inflazione,?!)...per cui attenzione al pericolo di scivoloni sul ghiaccio!

 
Con questo post concludo le mie previsioni settimanali per il 2010. Ringrazio tutti i frequentatori di questo blog e con l'occasione faccio i migliori auguri di un Santo Natale a quanti hanno seguito con assiduità i miei post sull'argomento. Il servizio riprenderà regolarmente a partire dalla settimana valutaria di lunedi 10 Gennaio 2011.

 
AGGIORNAMENTI
Sabato 18 Dicembre 2010: Un articolo di oggi su Bloomberg forse potrebbe spingere a confermare la mia analisi di "ondata di acquisti" sui mercati asiatici: alcuni primari investitori USA si dicono convinti che esistono le condizioni per ondate di vendita sul mercato statunitense. Vedi "Treasury Yield Curve Is Steepest Since February on Tax-Reduction Extension": "“The market will be subject to selling,” said Brian Edmonds, head of interest rates in New York at Cantor Fitzgerald LP, one of the 18 primary dealers that trade directly with the Fed. “It’s hard to think of anything good for bonds coming out of the tax-cut extension. Something has got to give.”".
Se l'interpretazione è giusta, a fronte di vendite sul mercato USA potrebbero verificarsi acquisiti sui mercati asiatici...staremo a vedere.

 
Lunedi 20 Dicembre 2010: Ad oggi 7 previsioni su 10 risultano certamente avverate (pari al 70%). In particolare:
  • OK   Apprezzamento del Dollaro USA nei confronti dell'Euro sulle seguenti piazze: Tokio, Zurigo, Londra e
  • OK   Apprezzamento dell'Euro nei confronti del Dollaro USA sulle seguenti piazze: Sidney, Tokio, Londra; 
  • [???]   Apprezzamento dell'Euro nei confronti dello Yen giapponese;
  • =/=/=   Apprezzamento del Dollaro USA sulla Sterlina inglese (FX), Franco svizzero e Yen giapponese;
  • OK   Apprezzamento della Sterlina inglese sull'Euro (FX);
  • OK   Apprezzamento dello Yen giapponese nei confronti dell'Euro;
  • OK   Apprezzamento del Dollaro Australiano nei confronti dello Yen giapponese sulle seguenti piazze: Londra, New York, Zurigo (ma deprezzamento in Europa);
  • OK   Apprezzamento del Franco svizzero nei confronti dell'Euro sulle seguenti piazze: New York, Londra (ma deprezzamento a Tokio e Sidney);
  • OK   Apprezzamento del Franco svizzero nei confronti dello Yen giapponese. 
NB: Devo verificare come mai ho contemporaneamente due previsioni opposte sul cambio Euro/Yen. Probabilmente si tratta di un mio errore di battitura. Controllerò appena possibile i calcoli da me effettuati.

 
[2] Sull'apprezzamento record del Franco svizzero nei confronti dell'Euro segnalo Comdirect "Devisen: Euro tritt auf der Stelle - Schweizer Franken mit neuem Rekordhoch": "Der Franken kletterte am Montag erneut auf ein Rekordhoch zum Euro. 'Der Franken ist die neue DM', sagte Experte Umlauf. Die Flucht in Sicherheit halte an. Auch die Schweizerische Notenbank habe ihren Widerstand gegen eine weitere Aufwertung inzwischen offenbar aufgegeben. Vor diesem Hintergrund dürfte der Franken auch in den kommenden Wochen weiter zulegen".
...LEAF lo aveva previsto!

Venerdi 24 Dicembre 2010: A conclusione di settimana, sono 8 su 10 le previsioni sicuramente indovinate (pari all'80%). In particolare: 
  • OK Apprezzamento del Dollaro USA nei confronti dell'Euro sulle seguenti piazze: Tokio, Zurigo, Londra e
  • OK Apprezzamento dell'Euro nei confronti del Dollaro USA sulle seguenti piazze: Sidney, Tokio, Londra;
  • [???] Apprezzamento dell'Euro nei confronti dello Yen giapponese;
  • OK/=/NO Apprezzamento del Dollaro USA sulla Sterlina inglese (FX), Franco svizzero e Yen giapponese;
  • OK Apprezzamento della Sterlina inglese sull'Euro (FX);
  • OK Apprezzamento dello Yen giapponese nei confronti dell'Euro;
  • OK Apprezzamento del Dollaro Australiano nei confronti dello Yen giapponese sulle seguenti piazze: Londra, New York, Zurigo (ma deprezzamento in Europa);
  • OK Apprezzamento del Franco svizzero nei confronti dell'Euro sulle seguenti piazze: New York, Londra (ma deprezzamento a Tokio e Sidney);
  • OK Apprezzamento del Franco svizzero nei confronti dello Yen giapponese.
NB: Devo verificare come mai ho contemporaneamente due previsioni opposte sul cambio Euro/Yen. Probabilmente si tratta di un mio errore di battitura. Controllerò appena possibile i calcoli da me effettuati.


 
Matteo Olivieri
>> Le informazioni qui contenute non (!) costituiscono sollecitazioni ad investire.

venerdì 17 dicembre 2010

Previsioni sui tassi di interesse 2011


Cosenza (Italy), 17 Dicembre 2010

E' sempre interessante provare ad immaginare il futuro, ma predirlo deducendolo dalle informazioni attualmente desumibili dai mercati finanziari e valutari è qualcosa di entusiasmante. In questo periodo dell'anno sono in molti a cimentarsi con previsioni dei tassi di interesse per il 2011.
La tabella seguente mi sembra tra le migliori in cui mi sono imbattuto finora, sia perchè la fonte è una rispettata istituzione internazionale, sia perchè ha il pregio di includere non solo i tassi di interesse della BCE e FED, ma anche i principali tassi di interesse interbancari europei e statunitensi (Euribor, Libor, Tasso Swap).

Dalla tabella precedente si evincono almeno 3 informazioni utili:
  1. I tassi di interesse interbancari USA cresceranno più velocemente di quelli europei;
  2. La politica monetaria della BCE continuerà ad essere "accomodante", mentre quella della FED tutt'al più abbandonerà il range 0%-0.25% per stabilizzarsi sullo 0.25% stabile;
  3. Le rendite di titoli a 5 e 10 anni aumenteranno sie in Europa che negli USA, ma in questi ultimi di più.
Considerati questi elementi, è lecito attendersi un declino maggiore del prezzo dei titoli USA rispetto a quelli europei, specialmente con scadenza 5 anni, certamente accompagnato da ulteriori vendite dei titoli obbligazionari interessati. Con molta probabilità questo potrebbe dire che nel 2011 il Dollaro comincerà nuovamente ad apprezzarsi nei confronti dell'Euro. Nel complesso, il fatto che i tassi di interesse delle due banche centrali sono ipotizzati immutati, suggerisce che le condizioni dell'economia rimangono sostanzialmente immutate, e con esse, anche le spinte inflazionistiche.

Matteo Olivieri
>> Le informazioni qui contenute non (!) costituiscono sollecitazioni ad investire.

giovedì 16 dicembre 2010

L'anno che verrà


Cosenza (Italy), 16 Dicembre 2010

Prospettive amare per le economie industrializzate. Livello di debito pubblico in aumento, produzione industriale stagnante, difficoltà del sistema del credito, ed ora si aggiunge la notizia che ognuno temeva: le principali banche centrali del mondo - dopo essersi impegnate per lunghi mesi in programmi di salvataggio dei mercati - si trovano ora a corto di liquidità.
Due le  notizie di oggi degne di nota: la BCE ha chiesto ed ottenuto la delibera di ricapitalizzazione del proprio patrimonio; la quota di capitale proprio raddoppierà dai 5,7 ai 10,8 miliardi di Euro in un arco di tempo di due anni a partire già da questo Dicembre. spetterà alle singole banche centrali nazionali di "pagare il conto" di questa ricapitalizzazione (è la fine delle singole banchecentrali nazionali europee e la nascita di una Super-BCE, ?!). La seconda notizia è che la FED - in base a stime professionali - starebbe incorrendo in perdite nell'ordine di3,6 miliardi di Dollari.  In particolare:
  • Reuters 16/12 "Fed Sitting on $3.6 Billion Monetary Easing Loss" ("The Federal Reserve is currently sitting on paper losses of about $3.6 billion on the purchases of U.S. Treasurys it has made since November 12, according to an analysis by Reuters Insider. According to calculations by Reuters Insider credit analyst Ed Rombach, the average duration of the Fed's new portfolio of bonds is just under 5 years, and every 1-basis-point rise in 5-6-year Treasury yields results in a loss of about $65 million, The mark-to-market calculations do not include Thursday's $6.78 billion worth of purchases by the Fed. The current market value of the portfolio is $119.5 billion, versus its notional value of about $127.6 billion, according to the calculations.");
  • FAZ 16/12 "EZB verdoppelt ihr Grundkapital": "Schon in der ersten Wochenhälfte waren entsprechende Pläne durchgesickert, jetzt ist es offiziell: Die Europäische Zentralbank wird ihr Grundkapital nahezu verdoppeln. Das Geld sollen jetzt die nationalen Notenbanken nachschießen. Die Europäische Zentralbank (EZB) wird ihr Grundkapital von 5,7 auf 10,8 Milliarden Euro fast verdoppeln. Das kündigte die Bank am Donnerstag in Frankfurt am Main an. Aufgebracht wird das Geld von den einzelnen nationalen Notenbanken, auf die Deutsche Bundesbank entfallen rund eine Milliarde Euro. Grundlage dafür ist ein bei Einführung des Euro festgelegter Kapitalschlüssel. Der Jahresgewinn und damit die Ausschüttung der Bundesbank an den Staatshaushalt solle durch die Kapitalerhöhung nicht beeinträchtigt werden. Mit dieser ersten Kapitalaufstockung seit wölf Jahren wird am 29. Dezember 2010 begonnen. Die Einzahlungen sollen auf drei Jahre verteilt werden, so dass für die Bundesbank zunächst eine Überweisung von rund 316 Millionen Euro fällig wird".

Finchè ci saranno mezzi monetari disponibili, i tassi di interesse potranno rimanere bassi e sotto controllo. Dubito tuttavia che si possa sperare a lungo in continue ricapitalizzazioni tramite le singole banche centrali (questa attuale è la prima dopo 12 anni di vita della BCE). Appena anche questa possibilità si esaurirà, i tassi di interesse schizzeranno alle stelle...a meno che l'economia non si riprenda da sola.

Ho come l'impressione che il 2011 sarà un anno fondamentale per l'economia mondiale: l'anno in cui ci si renderà definitivamente conto che la strategia del pompare moneta nei mercati è stata del tutto inutile, ma forse sarà proprio questa la nostra forza per trovare nuove vie d'uscita a questa crisi.

AGGIORNAMENTI

17 Dicembre 2010: In una interessante tabella pubblicata su FAZ, si mettono a confronto i valori di Credit Default Swaps (CDS) di un gruppo di paesi,  per il periodo Dcembre 2009 - Dicembre 2010. I CDS rappresentano il tasso (premio) da pagare ai sottoscrittori per assicurarli dal rischio di  insolvenza sovrano. La tabella mostra come i tassi di interesse sui CDS siano aumentati in maniera più che proporzionale nei pasi PIIGS più Belgio, mentre sono diminuiti in quei paesi che nel 2009 erano improvvisamente diventati il centro dell'attenzione internazionale (p.e. Ucraina, Russia, Dubai).

Moody's: Rating zu spät an kritische Lage angepasst
Matteo Olivieri
>> Le informazioni qui contenute non (!) costituiscono sollecitazioni adinvestire.

domenica 12 dicembre 2010

Previsioni settimana valutaria 12 - 18 Dicembre 2010

Cosenza (Italy), 12 Dicembre 2010

La settimana valutaria che si è appena conclusa ha riservato molte soprese. Quella maggiore è senza dubbio stata il non avverarsi (!) della mia previsione di un nuovo poderoso apprezzamento dell'Euro nei confronti del Dollaro USA. Certamente molti fattori - che ho evidenziato nella mia analisi giorno per giorno - possono aver impedito tale apprezzamento, ma senza dubbio i calcoli da me effettuati si sono rivelati corretti, anche dopo ripetute verifiche.
Nel tentativo di impedire che in futuro si ripresentino simili inconvenienti, ho provato da un lato ad allargare il panel di valute da me settimanalmente analizzate (nel caso in cui segnali importanti provengano da valute "minori"), e dall'altro a modificare il modo in cui i risultati vengono comunicati.
Un lavoro notevole da parte mia, ma facilitato dal fatto che mi sono auto-costruito un software ritagliato sulle mie specifiche esigenze, il quale mi consente un notevole risparmio di tempo.
Ecco dunque a mercati fermi le mie previsioni per la nuova settimana valutaria:
  • Apprezzamento del cambio Dollaro USA/Euro (tranne che in Svizzera e Australia);
  • Apprezzamento del cambio Euro/Yen giapponese;
  • Apprezzamento del cambio Yen giapponese/Dollaro USA;
  • Apprezzamento del cambio Dollaro USA/Sterlina inglese;
  • Apprezzamento del cambio Franco svizzero/Euro;
  • Apprezzamento del cambio Franco svizzero/Dollaro USA;
  • Apprezzamento del cambio Franco svizzero/Yen giapponese;
  • Apprezzamento del cambio Sterlina inglese/Euro;
  • Apprezzamento del cambio Dollaro Australiano/Yen giapponese (tranne che in Svizzera);
Alla luce di questi dati, concordo con l'articolo CNBC del 10 Dicembre "FX OUTLOOK-Euro to drop as EU leaders meet; Fed meeting looms" secondo cui l'Euro in settimana dovrebbe estendere le perdite nei confronti del Dollaro USA (vedi "The euro should extend losses against the dollar next week as a meeting of European Union leaders will likely heighten concerns about deepening divisions within the bloc over how to solve its debt crisis. The euro slipped toward $1.3150 on Friday and ended the week down 1.2 percent versus the dollar. Charts suggest the euro could fall back to its December low of $1.2970, while positioning data showed more bearishness as speculators more than doubled bets against the currency in the latest week. EU heads of state and government meet on Dec. 16-17 to discuss the region's spreading debt crisis. Expectations of meaningful progress are low after Germany and France on Friday rejected calls for an increase in the bloc's rescue fund and joint sovereign bonds").

AGGIORNAMENTI

Lunedi 13 Dicembre 2010:
[1]
Ad oggi (ore 3pm, +1GMT) 7 delle mie 9 previsioni risultano avverate (pari al 77,77%). Ecco il dettaglio (Fonte: CNBC):

NO Apprezzamento del cambio Dollaro USA/Euro (tranne che in Svizzera e Australia);
OK Apprezzamento del cambio Euro/Yen giapponese;
OK Apprezzamento del cambio Yen giapponese/Dollaro USA;
OK Apprezzamento del cambio Dollaro USA/Sterlina inglese;
OK Apprezzamento del cambio Franco svizzero/Euro;
OK Apprezzamento del cambio Franco svizzero/Dollaro USA;
OK Apprezzamento del cambio Franco svizzero/Yen giapponese;
NO Apprezzamento del cambio Sterlina inglese/Euro;
OK Apprezzamento del cambio Dollaro Australiano/Yen giapponese (tranne che in Svizzera);

Tra breve apriranno i mercati negli USA, e sarà interessante vedere come si comporteranno. Anomalo il comportamento finora mostrato dalla Sterlina inglese; l'Euro delude invece le aspettative di inizio mattinata.

[2]
Un articolo su cui converrà - a mio avviso - continuare a riflettere a lungo è su Comdirect 13/12 ore 16:30 "Devisen: Eurokurs steigt über 1,33 US-Dollar - Risikoneigung gestiegen", secondo cui la quotazione dell'Euro in Occidente ha superato in giornata la quota di 1,33USD, mentre sui mercati asiatici è addirittura sceso sotto (!) quota 1,32USD. Ciò vuol dire che l'attuale apprezzamento dell'Euro è un qualcosa di limitato alle sole economie occidentali: avevo preannunciato tale evenienza nelle mie previsioni di domenica, ma il risultato di oggi è di segno opposto rispetto a quanto da me ipotizzato...come mai? Stanno avvenendo interventi sui mercati?
(Vedi "FRANKFURT (dpa-AFX) - Der Kurs des Euro ist am Montag über die Marke von 1,33 US-Dollar gestiegen. Die europäische Gemeinschaftswährung wurde mit 1,3352 Dollar gehandelt. Im asiatischen Handel hatte der Euro noch knapp unter der Marke von 1,32 Dollar notiert. Die Europäische Zentralbank (EZB) hatte den Referenzkurs am frühen Nachmittag noch auf 1,3267 (Freitag: 1,3244) US-Dollar festgesetzt. Der Dollar kostete damit 0,7538 (0,7551) Euro. 'Die Erholung ist in erster Linie eine Reaktion auf die Verluste der vergangenen Woche', sagte Antje Praefcke, Devisenexpertin der Commerzbank. Zudem habe die Risikoneigung an den Märkten zugenommen, dies zeigten auch die freundlichen Aktienmärkte. Auch die Beruhigung an den Anleihemärkten der hochverschuldeten Randländer der Eurozone habe den Euro gestützt. 'Der Markt warte jetzt allerdings auf die Gipfeltreffen der Europäischen Union am Donnerstag und Freitag', sagte Praefcke. Bundesfinanzminister Wolfgang Schäuble (CDU) erwartet von diesem Gipfel zumindest eine Einigung auf einen permanenten Krisenmechanismus. Mit einer raschen Entscheidung könnte einiges an Unsicherheit aus dem Markt genommen werden, erwartet die Commerzbank-Expertin").

[3]
Un interessante articolo Reuters di oggi "Moody's May Cut US Rating on Tax Package" prova a spiegare i motivi del veloce apprezzamento dell'Euro nei confronti del Dollaro USA. Ciò sarebbe addebitabile alla notizia diffusa dall'agenzia di rating Moody's, che si è dichiarata pronta a valutare un declassamento del rating degli USA, se dovesse passare il pacchetto di agevolazioni fiscali e di aiuti ai disoccupati, che il Presidente Barack Obama vorrebbe diventasse legge.
L'agenzia Moody's motiva la propria affermazione sostenendo che se la proposta diventasse legge, essa avrebbe impatti negativi sulla finanza pubblica statunitense, aggravando il già elevato deficit federale.
Un declassamento del rating USA creerebbe un vero e proprio tsunami finanziario, visto che per decenni il debito USA è stato considerato un "porto sicuro" nei bilanci delle aziende in ogni parte del mondo (vedi "Moody's warned Monday that it could move a step closer to cutting the U.S. Aaa rating if President Obama's tax and unemployment benefit package becomes law. The plan agreed to by President Obama and Republican leaders last week could push up debt levels, increasing the likelihood of a negative outlook on the United States rating in the coming two years, the ratings agency said. A negative outlook, if adopted, would make a rating cut more likely over the following 12-to-18 months. For the United States, a loss of the top Aaa rating, reduce the appeal of U.S. Treasuries, which currently rank as among the world's safest investments. "From a credit perspective, the negative effects on government finance are likely to outweigh the positive effects of higher economic growth," Moody's analyst Steven Hess said in a report sent late on Sunday. After Obama announced his plan, Treasury prices fell sharply in volatile trade last week and yields have hit a six-month high, in part due to concerns over the effect the package will have on government debt levels. If the bill becomes law, it will "adversely affect the federal government budget deficit and debt level," Moody's said").

Martedi 14 Dicembre 2010:
Anche oggi (ore 2:48 pm, +1GMT) sono 7 su 9 le mie previsioni che risultano avverate (pari al 77,77%). L'Euro sembra dare segnali di cedimento sul Dollaro USA, non altrettanto invece la Sterlina inglese sull'Euro. Ecco il dettaglio (Fonte: CNBC):

NO   Apprezzamento del cambio Dollaro USA/Euro (tranne che in Svizzera e Australia);
OK   Apprezzamento del cambio Euro/Yen giapponese;
OK   Apprezzamento del cambio Yen giapponese/Dollaro USA;
OK   Apprezzamento del cambio Dollaro USA/Sterlina inglese;
OK   Apprezzamento del cambio Franco svizzero/Euro;
OK   Apprezzamento del cambio Franco svizzero/Dollaro USA;
OK   Apprezzamento del cambio Franco svizzero/Yen giapponese;
NO   Apprezzamento del cambio Sterlina inglese/Euro;
OK   Apprezzamento del cambio Dollaro Australiano/Yen giapponese (tranne che in Svizzera);

[2]
Il Dollaro USA comincia la lunga marcia verso l'apprezzamento nei confronti dell'Euro, ma la giornata è stata caratterizzata da elevata volatilità.

Vedi:
Mercoledi 15 Dicembre 2010:
[1]
Domani è previsto l'incontro dei ministri e capi di Stato europei a Bruxelles per proporre alcune modifiche ai Trattati Europei. Ma già prima dell'incontro gli animi si scaldano e ilministro degli esteri lussemburghese ammonisce Francia e Germania dal non cadere in comportamenti "arroganti", che andrebbero contro lo spirito europeo della solidarietà.
In particolare si veda FAZ 14/12 "Luxemburg warnt vor „Arroganz“", dove il ministro lussemburghese peraltro aggiunge che Francia e Germania nel corso dell'anno prima hanno creato problemi, poi a Bruxelles hanno trionfalmente dichiarato "teatralmente" di aver risolto i problemi e di aver fatto fare un passo in avanti all'Europa ("Einen Tag vor dem Treffen der EU-Staats- und Regierungschefs ruft Luxemburgs Außenminister Jean Asselborn die Regierungen in Berlin und Paris zur Zurückhaltung auf. „Ich kann Deutschland und Frankreich nur warnen vor einem Machtanspruch, der eine gewisse Überheblichkeit und Arroganz ausdrückt, die das europäische Grundprinzip der Solidarität missachten“, sagte Asselborn der Zeitung „Die Welt“. Die Marschroute der Europäischen Union müsse von allen 27 Mitgliedstaaten gemeinsam getragen werde. Die großen Ländern könnten sie nicht vorschreiben. Asselborn kritisierte Deutschlands Auftreten. „Nach meinem Eindruck gab es Szenen in diesem Jahr, da haben Frankreich und Deutschland vor einem EU-Gipfel Probleme erst geschaffen, dann sind sie nach Brüssel gekommen und haben theatralisch gezeigt: Wir haben die Probleme gelöst und Europa vorangebracht“, sagte er. Asselborn forderte zudem, beim kommenden EU-Gipfel nicht wieder von Stimmrechtsentzug und generell von der Haftung des Privatsektors zu reden").
 
Insomma, parole di fuoco! Ditemi voi se dichiarazion simili (che peraltro confermano quanto da me riportato su questo blog) possono rassicurare i mercati finanziari!

[2]
Oggi (ore 3:10 pm, +1GMT) sono 6 su 9 le mie previsioni che risultano avverate (pari al 66,66%). L'Euro cede nei confronti del Dollaro USA, tentando di ritornare sui livelli di fine settimana scorsa. I mercati sono in ogni caso in attesa delvertice dei ministri e capi di Stato europei a Bruxelles. Probabilmente i cambi riserveranno ancora molta volatilità.

Buono il comportamento della Sterlina inglese nei confronti dell'Euro, ma ancora troppo debole, mentre il Dollaro recupera nei confronti dello yen, riportandosi ai livelli di fine settimana scorsa. Ecco il dettaglio (Fonte: CNBC):

NO    Apprezzamento del cambio Dollaro USA/Euro (tranne che in Svizzera e Australia);
OK    Apprezzamento del cambio Euro/Yen giapponese;
 =      Apprezzamento del cambio Yen giapponese/Dollaro USA;
OK    Apprezzamento del cambio Dollaro USA/Sterlina inglese;
OK    Apprezzamento del cambio Franco svizzero/Euro;
OK    Apprezzamento del cambio Franco svizzero/Dollaro USA;
OK    Apprezzamento del cambio Franco svizzero/Yen giapponese;
NO    Apprezzamento del cambio Sterlina inglese/Euro;
OK    Apprezzamento del cambio Dollaro Australiano/Yen giapponese (tranne che in Svizzera);

[3]
Ecco, alle 8:38 pm (+1GMT), il cambio Euro/Dollaro USA tocca quota 1.3227, e si riporta ai livelli di Sabato 11 Dicembre. Se le mie previsioni sono esatte, da domani saranno solo guadagni...teniamo le dita incrociate!


Giovedi 16 Dicembre 2010:
[1]
Ad oggi sono 6 su 9 le previsioni da me sicuramente indovinate (pari al 66,66%). Rispetto a ieri, il paniere di valute è tuttavia variato: l'Euro rimane ai livelli di fine settimana scorsa rispetto al Dollaro USA, lo Yen perde quanto finora guadagnato nei confronti del Dollaro USA. Bene ancora il Franco svizzero, che tuttavia pare indebolirsi rispetto alle posizioni conquistate nei giorni scorsi. Nel complesso, l'unica anomalia riguarda la Sterlina inglese, che non si è ancoraapprezzata nei confronti dell'Euro. Ecco il dettaglio (Fonte CNBC, ore 2:20, CET):

 =      Apprezzamento del cambio Dollaro USA/Euro (tranne che in Svizzera e Australia);
OK    Apprezzamento del cambio Euro/Yen giapponese;
 =      Apprezzamento del cambio Yen giapponese/Dollaro USA;
OK    Apprezzamento del cambio Dollaro USA/Sterlina inglese;
OK    Apprezzamento del cambio Franco svizzero/Euro;
OK    Apprezzamento del cambio Franco svizzero/Dollaro USA;
OK    Apprezzamento del cambio Franco svizzero/Yen giapponese;
NO    Apprezzamento del cambio Sterlina inglese/Euro;
OK    Apprezzamento del cambio Dollaro Australiano/Yen giapponese (tranne che in Svizzera);

[2]
Bene, finalmente l'Euro ha rotto la resistenza e si deprezza in maniera stabile nei confronti del Dollaro USA. Così anche questa previsione sembra destinata ad avverarsi. Se tutto va bene, domani ci sarà la spallata finale...teniamo le dita incrociate Ora, 1 EUR = 1.3213 USD (8:44 pm, CET).

Venerdi 17 Dicembre 2010:
[1]
L'agenzia di rating Moody's declassa la qualità del debito dell'Irlanda di ben 5 voti, portandolo a Baa1 dal precedente Aa2, vedi Reuters 17/12 "Moody's Slashes Ireland's Rating by Five Notches". Nell'articolo si dice che il debito dell'Irlanda è quadruplicato da fine 2007 ad oggi
("Moody's Investors Service slashed Ireland's credit rating by five notches to Baa1 from Aa2 on Friday and warned further downgrades could follow if Ireland was unable to stabilise its debt situation. Ireland's debt levels have quadrupled since late 2007 on the back of a banking sector meltdown, and it needs solid economic growth to ensure it can meet repayments and fiscal targets set down in the 85 billion euros EU/IMF bailout agreed last month. Moody's downgrade followed Fitch's move last week to become the first ratings agency to strip Ireland of its 'A' credit status, cutting it by three notches to BBB+ following the debt-stricken government's request for an EU/IMF bailout. S&P is the only ratings agency that still has Ireland in the top band but that may not last long as it has its A rating on review for a possible downgrade").

Questo ulteriore downgrade finirà per innescare un'altra ondata di vendite di bond irlandesi, in modo tale che i bilanci bancari continuino a rispettare la regolamentazione di Basilea II. In particolare, se le banche vorranno continuare a tenere titoli irlandesi nei loro bilanci, dovranno destinare a riserva patrimoniale una maggiore quantità di garanzie. Per questo motivo, vendere titoli irlandesi si rivela la scelta più semplice ed economica.
La tabella che segue riassume i criteri di ponderazione del rischio di credito da ascrivere in bilancio, secondo la vigente normativa di Basilea II.
Come si può notare agevolmente, un declassamento da parte delle agenzie di rating comporta la necessità di iscrivere i crediti in bilanci con un maggior coefficiente di ponderazione del rischio di credito, con conseguente necessità di destinare maggiori riserve patrimoniali.
Al momento, così leagenzie di rating valutano la qualità del debito dell'Irlanda (Fonte FAZ):
Moody's: Rating zu spät an kritische Lage angepasst
Inoltre, poichè il debito irlandese è per la maggior parte detenuto da banche tedesche e inglesi (oltre che da banche irlandesi) - vedi grafico qui sotto - senza dubbio si avranno effetti a catena anche sui bilanci di queste ultime.


[2]
A chiusura dei mercati europei, ecco lo stato finale delle mie previsioni (ore 4:50pm, CET): 8 previsioni esatte su 9 (pari all'88,88%).
Eccellente il comportamento del cambio Euro/Dollaro, che - per come previsto - si sarebbe deprezzato nei confronti del Dollaro USA. Bene anche Yen giapponese e Franco svizzero, anche se sul finire di settimana hanno mostrato segni di cedimento. Unica nota non in linea con le mie previsioni è la Sterlina inglese, il cui comportamento già da qualche settimana non è quello che ci si attenderebbe. Nel dettaglio:

OK   Apprezzamento del cambio Dollaro USA/Euro (tranne che in Svizzera e Australia)

OK   Apprezzamento del cambio Euro/Yen giapponese;
OK   Apprezzamento del cambio Yen giapponese/Dollaro USA;
OK   Apprezzamento del cambio Dollaro USA/Sterlina inglese;
OK   Apprezzamento del cambio Franco svizzero/Euro;
OK   Apprezzamento del cambio Franco svizzero/Dollaro USA;
OK   Apprezzamento del cambio Franco svizzero/Yen giapponese;
NO   Apprezzamento del cambio Sterlina inglese/Euro;
OK   Apprezzamento del cambio Dollaro Australiano/Yen giapponese (tranne che in Svizzera);

L'Euro raggiunge gli 1,315 USD, con una flessione di più dello 0,5% rispetto a fine settimana scorsa (tutti guadagni per chi ha seguito i miei consigli). Incredibile la cavalcata del Dollaro USA: in soli 4 giorni l'Euro ha perso circa l'1,5%.


Matteo Olivieri
>> Le informazioni qui contenute non (!) costituiscono sollecitazioni ad investire.

venerdì 10 dicembre 2010

Euro-bond: grandi manovre all'orizzonte!


Cosenza (Italy), 10 Dicembre 2010

Francia e Germania hanno ragione: il loro rifiuto di non consentire l'emissione di titoli obbligazionari comuni per l'Area Euro è molto più che una semplice decisione politica. Ne va invece della sopravvivenza stessa dell'Unione Monetaria, poichè gli Stati si indebiterebbero tutti allo stesso tasso di interesse sui titoli, con ciò annullando qualsiasi differenza tra chi ha mantenuto una "sana finanza pubblica" e chi invece negli anni si è dimostrato inadempiente.
La risposta ufficiale per rispedire al mittente l'accusa di "comportamento anti europeo" è stata lapidaria: "Mettere in comune rischi e interessi non aiuta" (vedi FAZ 10/12 "Merkel und Sarkozy gemeinsam gegen Einheitszins").
Si potrebbero trovare molte risposte a questo "no" franco-tedesco: una conseguenza per esempio è il fatto che gli Stati europei si indebiterebbero tutti allo stesso tasso di interesse, senza distinguere tra paesi virtuosi e non-virtuosi; poi si può aggiungere che una politica finanziaria comune dovrebbe necessariamente condurre ad una politica fiscale comune, cosa non ben vista in Europa. Infine, una politica fiscale comune avrebbe certamente conseguenze sul piano della produttività dei singoli Stati e sull'efficacia della politica monetaria, che verrebbe ridotta a dipendere dalla politica fiscale, e quindi, diverrebbe completamente prociclica, incapace cioè di aiutare l'economia proprio nei momenti di difficoltà congiunturale.

Qui si apre un dilemma, di cui mi ero già occupato nel 2005, in un mio articolo da me più volte citato su questo blog, dal titolo "The Bug in the European Monetary Architecture: Can a Collapse still be avoided?" : trovare la liquidità necessaria di breve periodo o assicurare la competitività di lungo periodo.
E' interessante notare che per risolvere problemi di "convergenza" di economie differenti e di differenziali di produttività, si stanno lentamente avanzando proposte che - in passato - erano state già tentate "scientificamente" nell'Unione Sovietica. Il risultato finale di quel tentativo è a tutti noto, meno noto invece è come i comunisti avevano cercato di risolvere i problemi di economie differenti. In breve, politica fiscale comune e politica monetaria assoggettata al controllo della politica fiscale, in un più generale contesto di chiusura dei mercati finanziari.

La maggior parte delle persone non se ne accorge, ma la qualità delle proposte che si stanno avanzando per uscire dalla crisi, sta diminuendo sempre di più, e queste ci avvicinano sempre di più ad una versione moderna di economia sovietica. Se l'Unione Monetaria Europea vuole avere un futuro, occorre evitare scelte superficiali, che apparentemente sembrano di aiuto, ma che in realtà causano problemi ben peggiori di lungo periodo.

Non mi meraviglia quindi che il Governatore della Banca d'Italia e membro del Direttivo della BCE Mario Draghi, si dica preoccupato del futuro stesso della Banca Centrale Europea. La sua tesi è che acquisti di titoli obbligazionari da parte della BCE finiscono per indebolirne l'indipendenza e l'autorevolezza (vedi Financial Times Deutschland 10/12 "Draghi fürchtet um Zukunft der Europäischen Zentralbank": "Italiens Notenbankchef Mario Draghi fürchtet wegen der Staatsanleihekäufe der Europäischen Zentralbank (EZB) um deren Unabhängigkeit und Reputation. Die Käufe müssten streng kontrolliert werden. Anderenfalls liefen die Währungshüter Gefahr, "alles zu verlieren, was wir haben, nämlich die Unabhängigkeit", sagte Draghi in einem Interview der Financial Times. Käufe in großem Umfang könnten die Freiheit der EZB bedrohen, ohne politische Einmischung zu agieren, und zudem die europäischen Regeln verletzen. Es sei ihm bewusst, dass "wir gegen die EU-Verträge verstoßen" könnten. Den Euro sieht Draghi aber nicht infrage gestellt".

AGGIORNAMENTI

11 Dicembre 2010: Mentre l'opinione pubblica internazionale è convinta che l'argomento degli Euro-bond sia ancora a livello di proposta embrionale, da approfondire ed eventualmente da approvare in uno dei prossimi incontri delll'Eurogruppo (vedi FAZ 8/12 "Euro-Anleihe Umstrittener Vorschlag"), in un articolo apparso oggi su FAZ "EFSF begibt erste Euro-Anleihe im Januar" si sostiene che il Financial and Stability Board (Presieduto dall'italiano Mario Draghi) emetterà a Gennaio 2011 la primatranche di bond europei per un ammontare di 5 miliardi di Euro. La cifra ammonterà a 8 miliardi di Euro entro la fine del primo trimestre del 2011. Il ricorso ai titoli comuni ridurrebbe l'ammontare totale del pacchetto salva-stati, e conseguentemente ilcontributo richiesto ai singoli Stati partecipanti. Di seguito, la tabella che illustra le principali differenze tra la situazione attuale e quella prospettica. Nel complesso, ilpacchetto di aiuti salva-stati diminuisce di volume, ma poichè il  numero di Stati partecipanti complessivi diminuisce, la percentuale di aiuti finanziari a carico dei singoli Stati aumenta (per esempio, nel caso dell'Italia, il contributo finale al pacchetto salva-stati dovrebbe aggirarsi sui 18,7 miliardi di Euro, in aumento dai 17,9 miliardi di Euro iniziali previsti).

Euro-Rettungsfonds: EFSF begibt erste Euro-Anleihe im Januar

Non so: le notizie contenute nell'articolo sono troppo dettagliate per costituire un semplice ipotesi di discussione. Una cosa invece mi pare certa: in questa vicenda c'è chi vuole mostrare i muscoli, ma poi non accetta di essere smentito pubblicamente. Per questo motivo, più versioni finiscono per coesistere...alimentando la confusione e forse anche il distacco delle persone dalla politica.

12 Dicembre 2010: Non passano neppure altre 24 ore dal mio precedente aggiornamento, che un nuovo articolo mischia nuovamente le carte in tavola. Reuters 12/12 "German minister says open to EU fiscal union talks": il ministro delle finanze tedesco Schaeuble si dice ora pronto a discussioni su una politica fiscale comune ai paesi dell'Area Euro (vedi "Germany is open to a discussion over whether countries that share the euro currency should harmonize their fiscal policy, German Finance Minister Wolfgang Schaeuble said"). Tra dieci anni - aggiunge - l'Europa assomiglierà più da vicino a quella che si definisce un'unione politica (""In ten years we will have a structure that corresponds much stronger to what one describes as political union," he said"). In questo momento il Governo tedesco sembra sempre più voler mostrare i muscoli, per poi ritrovarsi sistematicamente in minoranza. Quale sarà la versione finale?

13 Dicembre 2010: Nuova dichiarazione del Ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, secondo cui non conviene scommettere contro l'Euro, perchè questo è difeso efficacemente dall'intera Europa e, per questo motivo, l'Euro non falllirà nella sua missione di moneta unica (vedi CNBC 13/12 "Don't Bet Against Euro: German Finance Minister": "Europe's single currency is here to stay and those who bet against its survival are making a mistake, German Finance Minister Wolfgang Schaeuble said. In an interview to appear on Sunday in Bild am Sonntag newspaper, Schaeuble said leaders of all the countries that share the currency agreed — the euro worked toward their common good and a return to national money would be a mistake. "Those who bet their money against the euro will have no success... the euro will not fail," Schaeuble said. "The euro benefits us all and we will defend it successfully.").

17 Dicembre 2010: Ecco alcuni dati recenti sui livelli di debito pubblico irlandese (Fonte FAZ). Come si vede dalla tabella, in soli 3 anni (2006 - 2009) è raddoppiato, raggiungendo un livello di 75 miliardi di Euro nel 2009
Moody's: Rating zu spät an kritische Lage angepasst
Matteo Olivieri
>> Le informazioni qui contenute non (!) costituiscono sollecitazioni ad investire.

mercoledì 8 dicembre 2010

Trichet (BCE): "Matteo Olivieri, banchiere centrale dell'anno"


Cosenza (Italy), 8 Dicembre 2010

Eccellente quanto inattesa la menzione ricevuta, che accetto con onore.
Ecco la motivazione ufficiale della Banca Centrale Europea: "People call you the "Central banker of the year" - and they're right. You make keeping prices stable look so easy. Your performance deserves a shiny star".  

AGGIORNAMENTI

9 Dicembre 2010: Grazie mille a tutti quanti per i numerosi messaggi di congratulazioni e attestati di stima che sto ricevendo. Ne sono lusingato. Continuate a leggermi!

Matteo Olivieri
>> Leinformazioni qui contenute non (!) costituiscono sollecitazioni ad investire.

lunedì 6 dicembre 2010

Dal central banking allo "zoo banking"


Cosenza (Italy), 6 Dicembre 2010

PARTE I

Qualche giorno fa mi è capitato sotto gli occhi un articolo a cui non ho prestato subito molta attenzione. In esso si parlava del "doppio mandato" della FED di mantenere stabilità monetaria e elevata occupazione. Dopo aver capito di cosa si trattava, ho deciso - in buona fede - di metterlo da parte, e tuttavia il messaggio chiave mi continua a rimanere ancora in mente, forse ora ho capito il perchè...

Anche se l'argomento del "doppio mandato" è noto nella letteratura economica, e la questione se sia preferibile un solo mandato (i.e. inflazione stabile) come nel caso della BCE, o del doppio mandato (inflazione stabile e bassa disoccupazione) come ne lcaso della FED, sia ampiamente dibattuto da anni,rimane tuttavia una questione importante: perchè mai una Banca Centrale dovrebbe occuparsi di combattere la disoccupazione?
La domanda non è affatto banale: chi crede nella divisione dei ruoli (i keynesiani), dovrebbe concludere che è la disoccupazione riguarda un problema strutturale dell'economia, mentre gli obiettivi della politica monetaria sono efficaci nel breve e medio periodo. Chi invece crede che lo stampare più  moneta crei un rischio di inflazione (i monetaristi), dovrebbe concludere che l'azione di una Banca centrale non dovrebbe mai essere interventista,ma limitarsi semplicemente a mantenere una regola di crescita della base monetaria (i.e.il famoso 4%). Il Presidente Bernanke opta invece per una terza via: tenere bassi i tassi di interesse per stimolare l'economia. Una maggiore disoccupazione causerebbe infatti un declino degli aggregati monetari nominali, e quindi, renderebbe difficoltoso alla Banca Centrale stessa la possibilità di una politica  monetaria efficace. Tale tesi costituisce una sorta di Monetarismo à la Bernanke....forse non ortodossa, ma sicuramente con qualche appiglio.
In pratica, la conclusione è la seguente: se il mercato è come una savana e i mercati sono in pericolo, allora per preservarli dall'estinzione occorre qualcuno che intervenga massicciamente per riportare l'ordine. Il problema è che - così facendo - i mercati si trasformino in uno zoo personale della FED (vedi Reuters 5/12 "Bernanke: More Fed Bond Buys 'Certainly Possible'": "The Federal Reserve could end up buying more than the $600 billion in U.S. government bonds it has committed to purchase if the economy fails to respond or unemployment stays too high, Fed Chairman Ben Bernanke said. In a rare televised interview, Bernanke told the CBS program "60 Minutes" the Fed's actions are aimed at supporting what is still a fragile economic recovery, dismissing critics who argue the policy will lead to future inflation. (...). "What we're doing is lowering interest rates by buying Treasury securities," he said. "And by lowering interest rates, we hope to stimulate the economy to grow faster. The trick is to find the appropriate moment when to begin to unwind this policy. And that's what we're going to do." Bernanke said it would take four to five years for the country's unemployment rate, which rose to 9.8 percent in November, to come down to what he called more "normal" levels of around 5 percent to 6 percent. Asked if the central bank could go beyond the $600 billion of bond buys announced at its November meeting, Bernanke said: "Oh, it's certainly possible. It depends on the efficacy of the program. It depends, on inflation. And finally it depends on how the economy looks," he said. (...). Part of the rationale for Fed easing is the fear that a trend of slowing inflation could turn into an outright deflation, a damaging downward spiral in prices and wages that is particularly difficult for central banks to fight. Bernanke said the current risk of deflation was not very big, but only because the Fed had decided to act aggressively. (...). Inflation has been running below the Fed's implicit target of about 2 percent, by some measures dipping beneath 1 percent. That is a danger zone that, in the view of many Fed officials, makes the country too vulnerable to unexpected shocks").

PARTE II

La questione del "doppio mandato" è cruciale per capire le ultime mosse della FED sui mercati finanziari. Se infatti la missione della FED è quello di adempiere ad entrambi gli obiettivi del proprio mandato, allora si capisce che è addirittura possibile ipotizzare nuove mosse di quantitative easing, anche se le aspettative di inflazione futura fossero sotto controllo. Se così fosse, tutte le opzioni future sono aperte, e dovremmo aspettarci qualsiasi cosa dalla FED, che per dimostrare di essere adempiente rispettoalmandatoricevuto, sarebbe autorizzata ad agire anche andando contro le aspettative di mercato....in pratica, la FED potrebbe trasformarsi in una vera e propria pallottola impazzita, pur nella buona fede di cercare di aiutare ilmercato del lavoro statunitense.
E' ovvio sottolineare la differenza con il mandato della BCE, il quale non prevede alcun intervento se le aspettative di inflazione sono stabili (come nel caso corrente): non è un caso che gli unici acquisti di massa di bond governativi da parte della BCE sia avvenuta in condizioni di improvvisa mancanza di liquidità sui mercati.

L'argomento è talmenta attuale che proprio in questi giorni il Prof. John B. Taylor (Stanford) sul suo blog "Economics One" nell'articolo "Toward Price Stability Within a Framework of Economic Stability" del 1 Dicembre illlustra la sua proposta dirichiedere una modifica delmandato della FED (vedi "Today Congressman Paul Ryan and I published an article explaining the rationale for a reform of the Federal Reserve Act to establish a single “goal of long-term price stability within a framework of economic stability, including clear reporting and accountability requirements.” As part of the reporting framework the Fed would “explicitly publish and follow a monetary rule as its means to achieve price stability.” The Fed would have the discretion to choose its own rule or strategy and it “should have the discretion to deviate from its strategy,” but be accountable when if it did so: “it should have to promptly report to Congress and to the public on the reasons for the deviation").

Vedi anche l'editoriale del 30 Novembre di John B. Taylor e Paul D. Ryan "Refocus The Fed On Price Stability Instead Of Bailing Out Fiscal Policy" ("The Fed's recent departures from rules-based monetary policy have increased economic instability and endangered the central bank's independence. It is time for common-sense reforms that refocus the Fed on sound monetary policy and remove it from contentious political debates over what policies are best to achieve other national goals. (...). The Fed's latest unconventional program — commonly called quantitative easing 2, or "QE2" — follows last year's unusual interventions (now known as "QE1"), in which the Fed bought not only large amounts of Treasury securities but also securities backed by private mortgages. Quantitative easing is part of a recent Fed trend toward discretionary and away from rules-based monetary actions. The consequences of this trend are clear: The Fed's decision to hold interest rates too low for too long from 2002 to 2004 exacerbated the formation of the housing bubble. And while the Fed did help to arrest the ensuing panic in the fall of 2008, its subsequent interventions have done more long-run harm than good. QE1 failed to strengthen the economy, which has remained in a high-unemployment, low-growth slump, and there is no convincing evidence that QE2 will help either. On the contrary, QE2 will create more economic uncertainty, stemming mainly from reasonable doubts over whether the Fed will know exactly when and how to contract its balance sheet after such an unprecedented expansion").
 
Matteo Olivieri
>> Le informazioni qui contenute non (!) costituiscono sollecitazioni ad investire.

sabato 4 dicembre 2010

Previsioni settimana valutaria 5 - 11 Dicembre 2010


Cosenza (Italy), 4 Dicembre 2010

Il poderoso apprezzamento dell'Euro sul finire della settimana era inatteso dai più, ma non ha sorpreso i lettori abituali del mio blog, che ne erano stati informati sabato scorso.

A mercati fermi, ecco le mie previsioni per la nuova settimana: 
  • Apprezzamento dell'Euro sul Dollaro USA (FX) e sul Franco Svizzero;
  • Apprezzamento del Dollaro USA sul Franco svizzero;
  • Apprezzamento della Sterlina inglese su Euro e Dollaro USA;
  • Apprezzamento del Franco svizzero sullo Yen giapponese,
  • Apprezzamento dello Yen giapponese sull'Euro e sul Dollaro USA;
La sigla (FX) indica le maggiori possibilità di guadagni.
Interessante notare che i principali media internazionali si dicono a favore di un apprezzamento del Dollaro USA. Cito il seguente:
  • Reuters 3/12 "Euro rallies vs dollar but limited traction seen": "The euro rose for a third straight day on Friday after falling more than 7 percent last month, though analysts say it's unclear whether it will extend its gains next week. The euro's gains on Friday accelerated after data showed the U.S. economy added fewer jobs than expected in November, driving the jobless rate up to 9.8 percent. (...). Traders said European Central Bank's purchases of Irish and Portuguese debt this week helped support the euro. But with a light U.S. economic data calendar next week, analysts said lingering euro zone debt worries could weigh on the euro again next week. European authorities may have bailed out Ireland, but investors are still worried about the next euro-area country to require assistance."The strong rally in the euro we have seen in recent days will likely fizzle out next week," said Greg Anderson, G10 strategist at Citigroup in New York. "There are few drivers left in the market.".
Alcuni fattori potrebbero creare volatilità di breve periodo nei mercati: per esempio, lunedi e martedi si incontrano i ministri finanziari europei, in previsione dell'approvazione della manovra finanziaria irlandese, che dovrebbe includere nuovi tagli alla spesa pubblica; inoltre, la recente intervista di venerdi alla CBS da parte del Presidente della FED Ben Bernanke, secondo cui il pacchetto di QE2 potrebbe essere esteso oltre i 600 Miliardi di Dollari (vedi CNBC "Week Ahead: Markets at the Mercy of Washington and Europe": "European finance ministers meet Monday and Tuesday as the Irish vote on their budget, a contingency for the Irish aid package. The Obama Administration and Congress, meanwhile, are expected to continue to move toward a compromise that would extend all of the Bush tax cuts for at least a year. (...). For that reason, investors will also be focused on Fed Chairman Ben Bernanke's comments on "60 Minutes" Sunday night although broadcast network CBS issued a press release with some highlights of his comments Friday, ahead of the market close. That release, which included no direct quotes, created a flurry that sent the euro to its highs of the day. The euro ended at about 1.3411, up more than 1.5 percent. The CBS release said Bernanke, interviewed four days earlier, did not rule out more asset purchases beyond the $600 billion announced in November. However, the Fed has made said itself that it would be flexible with quantitative easing, based on economic conditions".

Infine, ecco le previsioni sul cambio Euro/Dollaro USA, fatte da Milano Finanza: (stato 3 Dicembre 2010): Trend di breve periodo "Moderatamente negativo".

Ad ogni modo la tendenza - a mio avviso - è delineata (e contraria a quella sostenuta da molti analisti di mercato).......E adesso, Euro, vola!

AGGIORNAMENTI

Lunedi 6 Dicembre 2010: Alla riapertura della settimana, l'Euro si comporta meglio del previsto, e il tonfo previsto dalla maggior parte degli analisti non si è verificato. Al contrario, l'Euro ha mostrato una buona resistenza, che lascia ben presagire per il resto della settimana.
Domani è prevista l'approvazione del bilancio irlandese. Se l'Euro supererà indenne questo scoglio, avrà tutta la settimana davanti per riprendere il suo apprezzamento...staremo a vedere!


Martedi 7 Dicembre 2010: Buono anche oggi l'andamento del cambio Euro/Dollaro USA, che pare aver smaltito molto bene le perdite di lunedi mattina, ed ora viaggia quasi ai ritmi di fine settimanascorsa (3:22 pm, +1 GMT, 1 EUR = 1,338 USD). Tutto ciò lascia ben sperare per l'avverarsi della mia previsione...staremo a vedere.

Nel frattempo ecco un intervento a gamba tesa del Fondo Monetario Internazionale, che tramite il Direttore Dominique Strauss-Kahn sostiene che l'Europa avrebbe dovuto accettare un aumento del pacchetto di aiuti salva-stati. Che questo tipo di dichiarazioni producano nuovi scossoni per l'Euro? 
(Vedi Reuters 7/12 "IMF critical of euro zone crisis management": "The head of the International Monetary Fund criticized Europe's piecemeal response to the euro zone debt crisis on Tuesday after Germany and other states resisted his calls for firmer action. IMF Managing Director Dominique Strauss-Kahn failed to persuade finance ministers of the 16-nation single currency area on Monday to increase the size of their financial safety net or the European Central Bank to step up government bond purchases. "The euro zone has to provide a comprehensive solution to this problem," Strauss-Kahn told reporters after meeting Greek Prime Minister George Papandreou in Athens. "The piecemeal approach is not a good one").

Mercoledi 8 Dicembre 2010: Al momento risultano verificate 6 previsioni su 8 (pari al 75%). In particolare:
  • Apprezzamento dell'Euro sul Dollaro USA (FX)                  NO
  • Apprezzamento dell'Euro sul Franco Svizzero                      OK
  • Apprezzamento del Dollaro USA sul Franco svizzero           OK
  • Apprezzamento della Sterlina inglese su Euro                       OK
  • Apprezzamento della Sterlina inglese Dollaro USA               OK
  • Apprezzamento del Franco svizzero sullo Yen giapponese    OK
  • Apprezzamento dello Yen giapponese sull'Euro                    OK
  • Apprezzamento dello Yen giapponese sul Dollaro USA        NO 
Interessante notare che lo Yen giapponese oggi si è deprezzato notevolmente nei confronti del Dollaro USA, mentre fino a ieri la mia previsione al riguardo era centrata; infine l'Euro nei confronti del Dollaro USA - dopo essersi deprezzato consistentemente ieri - si mantiene stabile (vedi grafico di seguito).
Tuttavia io continuo ad essere ottimista in un nuovo rally dell'Euro entro il fine settimana (al momento, 1 EUR = 1.3233 USD, 6:25 pm, +1GMT).


Giovedi 9 Dicembre 2010: Giornata nervosa sui mercati valutari, e caratterizzata da grande volatilità. Il cambio Euro/Dollaro USA, che a inizio mattinata era sopra quota 1,33USD è sceso velocemente sotto tale soglia. Questo nuovo scivolone dell'Euro è motivabile con l'ulteriore declassamento del rating dell'Irlanda (di ben 3 gradini) ad opera dell'agenzia Fitch (vedi Comdirect 9/12 "Devisen: Euro rutscht wieder unter Marke von 1,33 US-Dollar"). Come se non bastasse, la notizia del mancato accordo tra ministri delle finanze europee sull'emissione di "bond comunitari" e sull'ampliamento del pacchetto di aiuti salva-stati, spacca l'Europa nuovamente in due (Francia e Germania da una parte, Italia e Bruxelles dall'altra), e finisce per creare ansia negli investitori, che cominciano a chiedersi chi potrà mai salvare l'Euro in queste condizioni (vedi Reuters Italia "Zona euro, per Francia nessun bisogno di discutere su E-Bond".
Ad oggi, 5 previsioni su 8 risultano confermate (pari al 62.5%).
In questo momento, 1 Eur = 1.3211

• Apprezzamento dell'Euro sul Dollaro USA (FX)                           NO
• Apprezzamento dell'Euro sul Franco Svizzero                               NO
• Apprezzamento del Dollaro USA sul Franco svizzero                   OK
• Apprezzamento della Sterlina inglese su Euro                               OK
• Apprezzamento della Sterlina inglese Dollaro USA                       OK
• Apprezzamento del Franco svizzero sullo Yen giapponese            OK
• Apprezzamento dello Yen giapponese sull'Euro                            OK
• Apprezzamento dello Yen giapponese sul Dollaro USA                NO

Venerdi 10 Dicembre 2010:
Ecco alcuni elementi di questi giorni, che stanno turbando quelli che - a mio avviso - sono gli equilibri "spontanei" di mercato:
  • Reuters 9/12 "Fitch slashes Ireland to BBB+ on bank restructure": L'agenzia Fitch ha declassato il debito irlandese di 3 gradini, portandolo a BBB+ da A+, in pratica un vero e proprio terremoto, che non mancherà di aggravare la situazione dei bilanci degli intermediari finanziari, amplificati alla luce delle regole contabili previste da Basilea II. Non meraviglia che in questi giorni si assista alla contemporanea vendita di massa di titoli obbligazionari (vedi "Fitch Ratings slashed Ireland's credit rating by three notches to BBB+ from A+ and put it on a stable outlook on Thursday, saying the downgrade reflected the additional costs of restructuring and supporting the banking system. "The scale and pace of the deterioration of public finances, continuing contingent fiscal and macro-financial risks emanating from the banking sector means that Ireland's sovereign credit profile is no longer consistent with a high investment grade rating," Fitch said in a statement".);
  • Wall Street Journal 10/12 "European Central Bank Alerts Nations of Deficit Perils": la Banca Centrale Europea avverte che il debito europeo può condurre ad una spirale negativa, considerati i rischi del momento attuale e la fragilità delle finanze pubbliche europee (vedi "The European Central Bank warned governments Thursday that they risked unleashing an "unsustainable debt spiral" in the financial markets if they failed to follow through on their pledges to cut budget deficits. Although turmoil in European government bond markets has eased in recent days, the central bank of the 16 economies that use the euro said the "overall economic and financial situation is still fraught with risks.");
  • Bloomberg 10/12 "Euro-Area Bond Stokes Tempers as Flashpoint for Debt Markets: Euro Credit": Il dibattito sull'opportunità di emettere Obbligazioni Comunitarie Europee prende una piega a mio avviso ironica, poichè la proposta congiunta italo-lussemburghese è stata definita  "intellettualmente attrattiva"(Intellectually Attractive)  dal Commissario Europea Olli Rehn, mentre il rifiuto da parte di Germania e Francia è stato definito "ragionamento semplice" (Simple Thinking), segno che la confusione regna sovrana a proposito di politica finanziaria europea (vedi "A proposal to sell joint euro-region debt has emerged as a new flashpoint among European leaders running out of options to stabilize bond markets. With a European Union summit set for next week in Brussels, officials from Italy, Luxembourg, Belgium and Greece said the proposal should be explored, prompting resistance from Germany, France and Austria. Economists and analysts from Goldman Sachs Group Inc., Morgan Stanley and HSBC Holdings Plc said it may end the euro-region debt crisis");
L'articolo Bloomberg del 10/12 è esplicito nell'attribuire la responsabilità degli eventi, vedi "Euro Declines as Merkel, Sarkozy Reject Rescue Fund Increase": "The euro fell against most of its major counterparts as leaders from Germany and France said they are against increased funding to quell the sovereign-debt crisis before next week’s summit of European Union leaders. German Chancellor Angela Merkel and French President Nicolas Sarkozy, in talks today, said they oppose increasing the European Union’s 440 billion-euro ($581 billion) rescue fund and rejected joint euro-area bonds. The dollar reversed earlier declines against the euro and yen after exports from the U.S. rose to a two-year high in October. The Australian dollar headed for a weekly drop against the greenback on speculation China will tighten monetary policy. (...) Merkel said that there are “structural weaknesses” in the euro region that must be addressed. Merkel held talks today with Sarkozy in Freiburg, Germany, before a Dec. 16-17 European Union summit. The leaders of the euro-area’s two largest economies said the continued existence of the common currency is “non- negotiable.” “If the euro fails, Europe fails,” Merkel said.".

Considerati questi fatti, non vi è nessuna meraviglia dunque che l'Euro sprofondi nei confronti del Dollaro USA, nonostante i numerosi tentativi di ripresa emersi durante la settimana, di cui molti analisti non riescono a spiegarsi la ragione (vedi COmdirect 10/12 "Devisen: Eurokurs gestiegen": "Händler sprachen von einer Gegenbewegung zu den jüngsten Verlusten. Die weiter schwelende Schuldenkrise als auch die politische Uneinigkeit in der Eurozone dürften jedoch deutlichere Kursgewinne verhindern.").


A conclusione di settimana (ore 6:20 pm, +1GMT), solo 4 previsioni su 8 risultano avverate (pari al 50%). Hanno giocato a sfavore molti fattori, tra i quali - a mio avviso - essenzialmente il tonfo dell'Euro. Ecco il dettaglio:
  • Apprezzamento dell'Euro sul Dollaro USA (FX)                  NO
  • Apprezzamento dell'Euro sul Franco Svizzero                      NO
  • Apprezzamento del Dollaro USA sul Franco svizzero           OK
  • Apprezzamento della Sterlina inglese su Euro                       OK
  • Apprezzamento della Sterlina inglese Dollaro USA               OK
  • Apprezzamento del Franco svizzero sullo Yen giapponese    OK
  • Apprezzamento dello Yen giapponese sull'Euro                    NO
  • Apprezzamento dello Yen giapponese sul Dollaro USA        NO
 L'analisi da me fatta lo scorso fine settimana rimane per buona parte rilevante. L'eccellene comportamento di Sterlina inglese e Franco svizzero (per larga parte inatteso da molti analisti) risarciscono delle perdite subite dall'Euro. Vedremo cosa succederà la prossima settimana.
Matteo Olivieri
>> Le informazioni qui contenute non (!) costituiscono sollecitazioni ad investire.

giovedì 2 dicembre 2010

Altre due prestigiose firme a proposito di collasso dell'Unione Monetaria Europea.

Cosenza (Italy), 2 Dicembre2010

Quando ne ho parlato io per la prima volta nel 2005 dell'argomento, probabilmente nessuno ne ha preso sul serio la minaccia; ora se ne occupano le più prestigiose firme...
  • del giornalismo internazionale: Financial Times Deutschland 2/12 "Münchau - Warum die Euro-Zone zerbricht". Il famoso editorialista Wolfgang Münchau scrive che il pacchetto di aiuti europei invece che risolvere i problemi li aggrava, mettendo in dubbio l'esistenza stessa dell'Unione Monetaria Europea (vedi "Der EU-Rettungsschirm kann die Insolvenz der Pigs-Staaten nicht verhindern. Tatsächlich machen die Hilfskredite alles nur schlimmer - sie bedrohen die Existenz der Währungsunion"). Due i punti chiave:
    1. Prima o poi Grecia, Irlanda e Portogallo saranno a rischio di bancarotta, poichè i debiti sono alti e le prospettive di crescita delle rispettive economie basse (vedi "Wir steuern in Europa auf einen Massenbankrott souveräner Staaten zu. Griechenland, Irland und Portugal werden irgendwann in den nächsten Jahren ihre Schulden nicht mehr bezahlen können. Dazu sind die Schuldenstände zu hoch, und das Wachstum ist zu gering");
    2. I crediti concessi dall'UE sarebbero sensati per superare delle momentanee difficoltà finanziarie, non per problemi strutturali dell'economia. In questo momento non sono tanto gli speculatori all'opera, quanto uno "sciopero degli acquisti" da parte degli investitori, che - alle attuali condizioni di mercato - sono sempre meno propensi ad acquistare titoli obbligazionari dei paesi periferici dell'Area Euro (vedi "Die Kredite unter dem Rettungsschirm sind eigentlich nur sinnvoll, um einen vorübergehenden Finanzierungsengpass zu überbrücken. Das ist hier aber nicht der Fall. Wir haben es nicht mit einer Situation des Marktversagens zu tun. Es sind auch keine Spekulanten am Werk. Hier handelt es sich um einen Käuferstreik. Es gibt einfach niemanden mehr im Privatsektor, der zu den gegebenen Konditionen noch Staatsanleihen aus der europäischen Peripherie kauft. Und da die EU-Regierungen das Problem nicht lösen, sondern nur deckeln, verlieren die Investoren das Vertrauen und verschlimmern so das Problem").
  • del mondo universitario: il Prof. Kenneth Rogoff di Harvard scrive nell'articolo "The Euro at Mid-Crisis" del suo blog "Project Syndicate", che la crisi europea sta prendendo la stessa piega che ha caratterizzato lacrisi del debito dell'America latina negli anni '80, ovvero un'enorme trasformazione di debito privato (settore bancario) in debito pubblico (bond governativi). Nel caso dell'America Latina, ciò ha condotto a dover dichiarare l'insolvenza data l'enormità del debito assunto, che non si era più in grado di garantire.  La prospettiva che grava sull'Europa è un "decennio perduto" nel migliore degli scenari (come è accaduto all'America Latina), o di impossibilità di ripagare il debito, nello scenario peggiore (vedi "(...) is the eurozone’s debt crisis finally nearing a conclusion? Unfortunately, no. In fact, we are probably only at the mid-point of the crisis. To be sure, a huge, sustained burst of growth could still cure all of Europe’s debt problems – as it would anyone’s. But that halcyon scenario looks increasingly improbable. The endgame is far more likely to entail a wave of debt write-downs, similar to the one that finally wound up the Latin American debt crisis of the 1980’s. (...). What Europe and the IMF have essentially done is to convert a private-debt problem into a sovereign-debt problem. Private bondholders, people and entities who lent money to banks, are being allowed to pull out their money en masse and have it replaced by public debt. Have the Europeans decided that sovereign default is easier, or are they just dreaming that it won’t happen? By nationalizing private debts, Europe is following the path of the 1980’s debt crisis in Latin America. There, too, governments widely “guaranteed” private-sector debt, and then proceeded to default on it. Finally, under the 1987 Brady plan, debts were written down by roughly 30%, four years after the crisis hit full throttle").  
Per sapere come va a finire la crisi europea, leggi il mio articolo del 2005 "The Bug in the European Monetary Architecture: Can a Collapse Still Be Avoided?"

Matteo Olivieri
>> Le informazioni qui contenute non (!) costituiscono sollecitazioni ad investire.

mercoledì 1 dicembre 2010

Ma che fine ha fatto lo stress-test?


Cosenza (Italy), 1 Dicembre 2010

Non c'è nè ansia nè preoccupazione nel cittadino medio europeo, ma forse solo una grande confusione mista ad un senso di rabbia: tutte quelle dichiarazioni rassicuranti, tutti quei sorrisi e le strette di mano si stanno rivelando completamente inadeguate rispetto ai fatti.
La scorsa estate lo stress-test promosso dalla Unione Europea per testare la stabilità dei bilanci bancari europei aveva promosso tutte le 91 banche europee tranne sette, ed aveva concluso che il fabbisogno bancario complessivo si aggirava sui 3,5 miliardi di Euro (vedi FAZ "Die Stresstests bestehen ihren Stresstest nicht").
Ora, a distanza di soli pochi mesi, i ministri delle finanze europee hanno accordato alla sola Irlanda un prestito da 85 miliardi di Euro, mentre la stabilità dell'intero sistema bancario e finanziario europeo viene messa a dura prova.
Ecco la situazione dei credit default swaps di alcune banche portoghesi ad oggi (Fonte FAZ):
Portugalkrise: Finanzwerte halten die Märkte zurück
Altrettanto interessante è la seguente tabella (Fonte FAZ), che mostra la composizione dei crediti concessi dalle principali economie del mondo a Spagna, Irlanda, Portogallo e Grecia. Curioso osservare che benchè l'Italia sia la meno esposta dal punto di vista dei crediti, essa è entrata da qualche giorno nell'occhio del ciclone dei mercati finanziari; al contrario, la Francia (il paese più esposto nonchè quello che ha i conti pubblici tra i meno virtuosi dell'Area Euro) continua a fare la prima-donna sulla scena politica ed economica europea.
Portugalkrise: Finanzwerte halten die Märkte zurück

Per quanto riguarda l'Italia, ecco alcuni dati, riportati nell'articolo del Wall street Journal "Debt Infection Continues to Spread", che restituiscono una situazione "improvvisamente" diventata critica (!) per l'Italia: "But on Tuesday, Italy's cost of borrowing for 10 years jumped to 4.73%, a gap of 2.05 percentage points over the rate paid by Germany, the euro zone's strongest economy. That's up from 1.50 percentage points a week ago. (...). In another reflection of the expanding concern, the cost of insuring government bonds of Portugal, Belgium, France, Spain and Italy, hit record highs on Tuesday, according to data provider Markit. It now costs $271,000 a year to insure $10 million of Italian government bonds for five years, a jump of $26,000 from a day earlier".

Sovereign Credit-Default Swaps paesi PIIGS, 11:27am (+1 GMT) (Fonte CNBC)


PORTUGAL    5-YR   544.9     5.90     +1.09%
ITALY             5-YR   267.22   1.30     +8.66%
IRELAND        5-YR   605.2     1.50    +0.25%
GREECE          5-YR   954.8   -10.90    -1.13%
SPAIN             5-YR   363.0     12.00   +3.42%

Matteo Olivieri
>> Le informazioni qui contenute non (!) costituiscono sollecitazioni ad investire.