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mercoledì 16 marzo 2011

LEAF per i 150 Anni dell'Unità d'Italia!




Cosenza (Italy), 16 e 17 Marzo 2011

Nel giorno in cui l'Italia intera si ferma a commemorare i suoi 150 anni di Unità, e si volta indietro a contemplare lo scrigno di arte, genio e cultura che ha consegnato per sempre alla storia dell'Umanità, ho il privilegio di dare il mio contributo al servizio di un'idealità così alta e limpida, in occasione di una circostanza tanto importante.

Partecipo anche io ai festeggiamenti, con la commozione di rileggere alcuni passi de "La Ricchezza delle Nazioni" (1776) di Adam Smith, che testimoniano i sentimenti di profonda venerazione e rispetto, che il padre dell'economia moderna aveva nel parlare dell'Italia, e per quello che essa aveva insegnato al mondo.

Così scrive:

«In Inghilterra non si conoscevano mulini a vento né ad acqua di nessuna specie prima dell’inizio del XVI secolo e nemmeno, per quanto io sappia, in nessun’altra parte d’Europa a nord delle Alpi. Essi erano stati introdotti in Italia qualche tempo prima». (I, 11, Conclusione)

«L’Italia continua ancora a suscitare una certa venerazione per il numero dei suoi monumenti di questo genere, sebbene la ricchezza che li ha prodotti sia decaduta e sebbene il genio che li ha concepiti sembri estinto, forse per il fatto di non avere più le stesse opportunità d’impiego» (II, 3).

«Ma sebbene le sfortune dell’Italia alla fine del quindicesimo e all’inizio del sedicesimo secolo diminuissero grandemente il commercio e le manifatture della Lombardia e della Toscana, quei paesi continuano tuttora ad essere tra i più popolati e meglio coltivati d’Europa» (II, 4)

W l'Italia!


[Incontro di Teano tra Vittorio Emanuele II e Garibaldi]

Matteo Olivieri
>> Le informazioni qui contenute non (!) costituiscono sollecitazioni ad investire.

martedì 15 marzo 2011

Yen, su o giù dopo lo tsunami?

Cosenza (Italy), 15 Marzo 2011

Questo sarà un post molto veloce...

Il dibattito del momento riguarda la sorte dello yen giapponese, dopo il terremoto e lo tsunami che ha devastato una parte del paese, e la paura di una crisi atomica che rischia di avere conseguenze internazionali.

Fra quanti ritengono che lo Yen sia destinato a deprezzarsi, vi è Nouriel Roubini (New York University), il quale sottolinea che la domanda interna sarà anemica per qualche tempo, e che occorrerà una imponente ricostituzione di capitale per ricostruire quanto è andato distrutto. Tutto ciò causerà ulteriore debito pubblico e, conseguentemente, deprezzamento dello Yen.

Vedi CNBC "Yen Will Weaken Further in the Long Run: Roubini": "The yen should be much weaker against the U.S. dollar in the long run based on fundamentals, Nouriel Roubini, Chairman & Co-Founder Roubini Global Economics told CNBC on Tuesday. "Japan is going to need significant depreciation of the yen to increase its net exports because domestic demand is going to be anemic for a while. Therefore on a fundamental basis, the yen is going to be much weaker rather than stronger because you need improvement of external balance given the shock to the domestic economy," he said. Another factor that would pressure the yen, according to Roubini, would be Japan's need to undertake a massive reconstruction effort. That in turn would further increase the country's fiscal deficit".


Anche il CEO di PIMCO El-Erian sostiene la tesi del rallentamento dell'economia giapponese, accompagnato da aumento del deficit e dell'inflazione...ma sostiene pure che l'economia giapponese è in grado di riprendersi, considerata l'elevata affidabilità di cui gode sui mercati internazionali. Anzi, la fase di ricostruzione verrebbe accompagnata da una generale ripresa dell'economia.

CNBC 14/3 "PIMCO's El-Erian Expects Japan's Economy to Rebound": "While there is still considerable uncertainty, including on account of nuclear reactor risks, the experience of other countries suggests that the economic outlook will be dominated by five factors.
Japan’s economic growth rate will fall in the immediate aftermath of the natural disasters before rising sharply due to reconstruction activities.
Disruptions to supply chains and the loss of inventories will cause shortages and inflation to spike temporarily from very low levels. The fiscal deficit and public debt will rise meaningfully due to lost revenues and, more importantly, emergency spending. The central bank will ease monetary policy which, given policy interest rates floored at the zero bound, will involve the provision of extraordinary credit and liquidity facilities. Last, the country will receive transfers from abroad, including the repatriation of funds held outside the country by Japanese residents. Japan is a rich country that is also able to borrow at relatively low interest rates. As such, it definitely has the ability to rebound economically from these horrible natural disasters. Moreover, in a really good recovery scenario, Friday’s dreadful shock could even be a catalyst for internal political unity and for overcoming what has been two disappointing decades of economic performance. Indeed, a prolonged period of high and sustained growth is key to Japan’s handling of its domestic public dynamics".

Personalmente ritengo che possa essere utile guardare ai seguenti grafici (Fonte FAZ), che riportano il cambio Euro-Yen e Dollaro USA-Yen in termini di "parità del potere d'acquisto" (c.d. PPP). Come si può agevolmente vedere, in termini di PPP l'Euro è attualmente sopravvalutato rispetto allo Yen, mentre il Dollaro USA è sottovalutato. Questo vuol dire che nel medio-lungo periodo - ipotizzando perfetta efficienza dei mercati - lo Yen dovrebbe apprezzarsi rispetto all'Euro, mentre dovrebbe deprezzarsi nei confronti del Dollaro USA.

Japanischer Yen: Wechselkurs zwischen Risikominimierung und Boom-Spekulation

Japanischer Yen: Wechselkurs zwischen Risikominimierung und Boom-Spekulation

AGGIORNAMENTI

Martedi 15 Marzo 2011: Per il momento lo Yen continua ad apprezzarsi...la paura di vendita di massa di Yen è più che compensata dalla domanda di fondi da parte di investitori giapponesi per ripagare i danni e avviare la ricostruzione del dopo-tsunami.

Vedi Reuters 15/3 "Yen rises on risk aversion after quake; Fed ahead": "The yen jumped against higher yielding currencies on Tuesday as investors sold riskier assets on fears of slowing Asian economic growth in the wake of the Japanese earthquake, tsunami and nuclear crisis. Safer currencies such as the yen, Swiss franc and U.S. dollar found support from hedge funds and Japanese retail investors while stocks and commodity prices fell sharply.
The higher-yielding Australian dollar fell more than 2.0 percent against the U.S. dollar, while the New Zealand and Canadian dollars also tumbled.
"With the threat of a major nuclear disaster unfolding, the Nikkei suffered its third steepest drop in history," said Camilla Sutton, senior strategist at Scotia Capital in Toronto. "Foreign exchange markets are shedding risk, with the dollar, Swiss franc and yen all gaining ground."
The U.S. dollar was down 1.1 percent at 80.97 yen,on electronic trading platform EBS, not that far from its record low of 79.75 struck in 1995. The dollar also fell to a record low against the Swiss franc of 0.9170 francs, on EBS.
The yen earlier trimmed some of its gains as a 100-basis point drop versus the dollar spurred vague talk of yen-selling intervention by Japanese authorities. Traders later said there was no intervention, but they were wary Japan may act to stem a sharp yen rise, especially if the dollar were to fall below 80 yen. The yen had gained partly on expectations Japanese insurers and companies will repatriate funds to help pay claims and reconstruction costs. "The Japanese yen has strengthened across the board as home grown Japanese investors pull capital back into Japan to help fund rebuilding costs," said Michael Hewson, market analyst at CMC Markets in London. Japan faced a potential catastrophe after a nuclear power plant exploded in the aftermath of Friday's earthquake and sent low levels of radiation floating toward Tokyo. Also tempered by risk aversion, the euro was little changed at $1.3907 on EBS and more than 1.0 percent against the yen. However, losses may be limited due to expectations the European Central Bank could raise rates next month. The Australian dollar slid to a nine-week low of $0.9815 against the U.S. dollar and a four-and-a-half month low of 79.23 yen, according to Reuters data".

Giovedi 17 Marzo 2011: Il sito FAZ pubblica oggi una situazione aggiornata del tasso di cambio Dollaro USA/Yen giapponese a valori nominali e a "parità del potere di acquisto", e rispetto a quello da me presentato (che si riferisce al periodo Gennaio 2011), si vede agevolmente come molte cose sono già cambiate. In particolare, l'attuale situazione suggerisce che il Dollaro USA è sottovalutato rispetto allo Yen e, pertanto, se vige la proprietà di perfetta efficienza dei mercati, dovrebbe assistersi in futuro ad un apprezzamento del Dollaro sullo Yen, ovvero ad un aumento del prezzo delle esportazioni USA contro quelle giapponesi.
Ricordo inoltre che si tratta di analisi molto complesse, e per questo motivo i rilevamenti vengono fatti di norma su scadenze di tre o sei mesi.

Japan: Flashcrash bringt Dollar-Yen auf Rekordtief

Venerdi 18 Marzo 2011: Alla fine l'intervento congiunto delle Banche Centrali dei paesi del G-7 c'è stato. Vedi la mia analisi al seguente post "Previsioni settimana valutaria 13 - 18 Marzo 2011", per capire le posizioni di chi si dice fiducioso o scettico riguardo all'effettiva efficacia dell'intervento.

Matteo Olivieri
>> Le informazioni qui contenute non (!) costituiscono sollecitazioni ad investire.

sabato 12 marzo 2011

Previsioni settimana valutaria 13 - 18 Marzo 2011


Cosenza (Italy), 12 Marzo 2011

La tragedia del terremoto e del successivo tsunami che ha colpito il Giappone, rischia di avere ripercussioni imprevedibili anche sui mercati finanziari, per cui le mie previsioni per la settimana entrante sono da considerarsi con molta prudenza.
Ad ogni modo, a mercati fermi si osservano le seguenti tendenze:
  1. Apprezzamento dell'Euro sul Dollaro USA;
  2. Apprezzamento del Dollaro USA su Yen giapponese;
  3. Apprezzamento del Dollaro USA su Sterlina inglese;
  4. Apprezzamento dello Yen giapponese su Euro (FX);
  5. Apprezzamento del Dollaro USA su Franco svizzero;
  6. Apprezzamento del Franco svizzero su Euro;
  7. Apprezzamento della Sterlina inglese su Euro.
Segnalo inoltre il seguente articolo, in cui si dice che nonostante possa apparire legittimo che una valuta crolli a seguito di un terremoto di 8.9 gradi della scala Richter, allo Yen giapponese è accaduto l'opposto nella giornata di venerdi: CNBC 11/3 "Why the Yen Rallied Post-Quake, and What You Should Do About It". Tuttavia, l'ultima cosa di cui il Giappone ha bisogno ora, è uno Yen forte, per cui ci si dovrebbe attendere uno Yen debole.

"You would think that a disaster like an earthquake registering 8.9 on the Richter scale would cause a currency to, well, swoon. But the yen did the opposite on Friday, riding to new highs after an initial plunge.
What do you do now?
Rebecca Patterson, global head of currencies and commodities at J.P. Morgan's [JPM 45.74 0.21 (+0.46%) ] private bank, expects a repatriation effort to bolster the yen near term, she said on tonight's premiere of "Money in Motion Currency Trading," but she doesn't expect the effect to last. "The last thing they need right now" is a strong yen, and they will take steps to keep that from happening. I still think Japan is going to try to fight this" yen rise, she said. Patterson recommended that investors go long dollars and short yen if dollar/yen [JPY=X 81.85 -0.06 (-0.07%) ] gets to 81, with a stop loss of 78 and a target around 86. Andrew B. Busch, currency and public policy strategist at BMO Capital Markets, agreed that shorting the yen makes sense at current levels because he is nervous about the scope of the disaster. "There is a big problem there. If it really gets much worse than it is, you're going to see the yen weaken." He also recommends shorting yen, he told Melissa Lee, the host of CNBC's "Money In Motion."

Segnalo inoltre l'articolo CNBC 11/3 "Will the Dollar's Rally Continue?", in cui si sostiene che l'apprezzamento del Dollaro USA sull'Euro appare probabile...una posizione differente da quella da me espressa.

AGGIORNAMENTI

Domenica 13 Marzo 2011 [1]: La Bank of Japan informa che è pronta ad intervenire sui mercati immettendo liquidità straordinaria (vedi Comdirect 13/3 "Presse: BoJ will mit massiver Geldspritze Folgen des Bebens in Griff bekommen").

"TOKIO (dpa-AFX) - Die japanische Notenbank will offenbar mit einer massiven Geldspritze die wirtschaftlichen Folgen des verheerenden Erdbebens sowie des Tsunamis vom Freitag in den Griff bekommen. Bereits am Montag könnten die Währungshüter den Märkten mehrere Billionen Yen zusätzlich zur Verfügung stellen, um Engpässe an den Finanzmärkten zu vermeiden, berichtete die japanische Nachrichtenagentur Jiji Press am Samstag (MEZ), ohne Nennung von Quellen. Zuletzt hatte die japanische Notenbank im Mai über außerordentliche und kurzfristige Maßnahmen zwei Milliarden Yen (rund 17,4 Mrd Euro) in den Markt gepumpt, um die Turbulenzen der Eurozonen-Schuldenkrise zu bekämpfen. Die japanische Notenbank hatte bereits am Freitag nach dem Beben angekündigt, alles mögliche zu unternehmen, um die Stabilität der Finanzmärkte zu sorgen./RX/zb".

L'agenzia di stampa non (!) cita la fonte nè l'ammontare esatto dell'intervento (si parla solo di molti miliardi di Yen), ma sostiene che la BoJ è pronta ad intervenire sui mercati nel caso si registrassero ristrettezze di liquidità dopo l'evento del terremoto e del successivo tsnunami  che ha colpito il Giappone venerdi scorso.

L'articolo Reuters 13/3 "BOJ Shirakawa Pledges Huge Fund Injection Monday" fornisce qualche elemento in più: la BoJ non tollererà operazioni di vendita di massa (c.d. short-selling) di Yen per speculazioni finanziarie dovute al terremoto, ed ha disponibili risorse pari a 2 - 3 miliardi di Yen da investire lunedi in operazioni di mercato aperto. In questo senso, l'intervento della BoJ sembra certo, non probabile come nell'articolo precedente. In particolare:

"Bank of Japan Governor Masaaki Shirakawa said the central bank will provide huge amounts of liquidity to the banking system on Monday, reinforcing the bank's determination to keep markets stable in the wake of the devastating earthquake that struck northeastern Japan. Economics Minister Kaoru Yosano also said the government will fight decisively against speculative moves and will not tolerate short-selling to take advantage of the quake. "We will monitor market conditions and plan to provide markets with a lot of liquidity first thing tomorrow morning," Shirakawa told reporters after attending a meeting of cabinet ministers for discussion on the economy on Sunday. The BOJ is likely to provide 2 trillion to 3 trillion yen in funds through its market operations Monday morning, two to three times the normal amount, to soothe markets and keep short-term borrowing costs from spiking. Shirakawa also said the central bank will thoroughly consider the economic impact of the earthquake when the board meets for a rate review on Monday. The Financial Services Agency said it was also rigidly monitoring markets to prevent any unfair transactions after the quake, adding that Tokyo financial markets will operate as normal on Monday. The BOJ is set to keep interest rates on hold at a range of zero to 0.1 percent at its rate review on Monday, which was cut short from the initially planned two-day meeting, but keep markets on guard against the chance of further monetary easing if damage from the quake threatens Japan's return to a moderate economic recovery".

Se così fosse, potrebbe verificarsi grande volatilità sui mercati...

Domenica 13 Marzo 2011 [2]: Alla riapertura di oggi dei mercati asiatici, l'Euro si apprezza sul Dollaro USA...un promettente segnale per la settimana valutaria! In questo momento (10:55pm, CET), l'Euro quota 1,3961USD, in rialzo dello 0.61% rispetto alla chiusura di venerdi.


Lunedi 14 Marzo 2011, [08:45am, CET]: Alla fine l'intervento della BoJ c'è stato, dopo che la Borsa di Tokio ha riaperto in forte ribasso. L'ammontare dell'intervento è stato pari a circa 183 miliardi di Dollari USA, e fornisce indicazioni per un generale peggioramento del "sentimenti" di mercato. L'articolo Bloomberg 14/3 "Japan Adds $183 Billion to Economy, Doubles Asset Purchases" fornisce ulteriori dettagli riguardo alla decisione della BoJ.

"The Bank of Japan poured a record amount of cash into the financial system and doubled the size of their asset-purchase plan to shield the economy from the effects of the nation’s strongest earthquake on record. The central bank pumped 15 trillion yen ($183 billion) into money markets to assure financial stability amid a plunge in stocks and surge in credit risk. Governor Masaaki Shirakawa and his board also increased the program that buys assets from government bonds to exchange-traded funds to 10 trillion yen. Policy makers said they were concerned corporate and household sentiment will worsen, with production set to decline in the aftermath of the temblor and an ensuing tsunami. The March 11 catastrophe killed an estimated number of more than 10,000 people, shut down factories, prompted rolling power cuts and sparked the risk of a meltdown at a nuclear power plant".

Tra poco vedremo l'effetto che questa decisione avrà alla riapertura dei mercati europei (tra circa 15 minuti).

[2] L'intervento della BoJ indubbiamente c'è ed è visibile. Le principali valute internazionali si stanno muovendo tutte allo stesso modo (vedi grafico qui sotto). Questo lascia intuire che l'azione è condotta in maniera coordinata su tutte le piazze finanziarie internazionali.


A questa conclusione pare giungere anche l'articolo Comdirect 14/3 "ERDBEBEN/STICHWORT: Warum sich der Yen trotz des Erdbebens gut hält", in cui si ricorda l'enorme possesso di crediti in valuta sia del settore pubblico che del settore privato giapponese. In particolare, le imprese di assicurazione, che dovranno risarcire i danni del terremoto e dello tsunami, si stanno già attivando per vendere titoli e valute internazionali per acquistare Yen. In questo senso, l'intervento della BoJ è inteso a limitare gli effetti di un possibile apprezzamento della valuta giapponese dovuto ad un aument della domanda di Yen (la qual cosa potrebbe avere effetti negativi sull'export giapponese).

"FRANKFURT (dpa-AFX) - Auf den ersten Blick scheint es widersprüchlich: Trotz des schweren Erdbebens mit anschließendem Tsunami konnte der japanische Yen am vergangenen Freitag stark zulegen. Selbst die abermalige Lockerung der japanischen Geldpolitik als Reaktion auf das Beben konnte diese Kursgewinne am Montag nur teilweise egalisieren. Warum also legt die Währung eines Landes zu, das von dem schwersten Erdbeben seiner Geschichte heimgesucht wurde?
Experten erklären die Reaktion an den Devisenmärkten in erster Linie mit dem großen Forderungsbestand Japans im Ausland. So verfügen sowohl der private Sektor als auch die öffentliche Hand über einen sehr hohen Bestand an Auslandsforderungen. Im privaten Bereich zählen hierzu vor allem Unternehmen aus der Finanzbranche. Insbesondere Versicherungen dürften Fremdwährungsinvestitionen zurückführen, um Forderungen aus der Katastrophe begleichen zu können, erklärt die Commerzbank den Effekt. Die öffentliche Hand wiederum verfügt nicht zuletzt wegen zahlreicher Interventionen am Devisenmarkt über hohe Fremdwährungsbestände. Gedämpft wurde die Aufwertung des Yen am Montag, als die japanische Notenbank eine abermalige Lockerung ihrer bereits hoch-expansiven Geldpolitik beschloss. Wegen des hohen Bedarfs an Liquidität im Finanzsektor hat die Bank of Japan sowohl ihre Wertpapierkäufe ausgeweitet als auch zusätzliche Kurzfristliquidität in die Märkte gepumpt. Die anhaltend expansive Geldpolitik dürfte letztlich dazu führen, dass die inländische Teuerung anzieht, was den Yen belastet. Die Commerzbank nennt zudem weitere Yen-belastende Faktoren: Wegen des Bebens dürfte der Außenhandel leiden und die öffentlichen Haushalte dürften stark in Mitleidenschaft gezogen werden./bgf/jha/".

[3] A conclusione della giornata, sono 4 su 7 le previsioni da me indovinate sia su base quotidiana che settimanale (pari al 57.14%), vedi tabella qui sotto. Come al solito, l'asterisco indica i risultati che si sono avverati/non avverati per poco, e che conviene monitorare nei prossimi giorni.

Interessante infine notare la volatilità del cambio Euro-Dollaro USA, che è in aumento su base settimanale, ma in diminuzione su base mensile ed annuale (vedi tabella qui sotto).
Martedi 15 Marzo 2011: Prosegue anche oggi l'intervento della BoJ sui mercati, per un ammontare di 8 miliardi di Yen, dopo i 15 miliardi di lunedi, nel tentativo di limitare la forte vendita di massa di titoli azionari giapponesi sulla Borsa di Tokio.
Vedi Reuters 15/3 "BOJ pumps more funds into banking system": "The Bank of Japan on Tuesday offered to pump 8 trillion yen (60 billion pounds) into the banking system, continuing its huge fund injection aimed at easing market jitters in the face escalating nuclear crisis and fears of unprecedented damage from the earthquake. It follows a record 15 trillion yen the BOJ offered in same-day market operations on Monday. "Japan's production and the economic power have not fallen. I think the market confusion will calm down in a short time," Economics Minister Kaoru Yosano told a news conference after a cabinet meeting".

[2] Oggi, alla fine, la BoJ ha iniettato ben 20 miliardi di Yen (pari a 245 milioni di Dollari), una cifra superiore a quella precedentemente annuniciata. A quanto pare, i maggiori problemi non vengono dalla paventata "speculazione" contro lo Yen, ma dal disperato bisogno di liquidità degli operatori giapponesi, per poter dare seguito ai propri piani finanziari.

Vedi Marketwatch 15/3 "Bank of Japan injects $245 bln into markets": "Japan's central bank injected 20 trillion yen ($245 billion) into the money markets Tuesday in an effort to help calm financial markets, according to reports. The move was designed to ensure that banks have enough liquidity to meet a surge in demand from companies and households seeking to raise funds. The same-day funds injection came as Japan's unfolding nuclear crisis deepened on Tuesday, with an explosion at reactor No. 2 and as the danger spread to reactor No. 4 at the stricken Fukushima nuclear plant. Elevated radiation levels were reported in Tokyo as southerly winds carried the radioactive plume from Japan's eastern coast towards urban areas".

Anche oggi è ben visibile l'intervento della BoJ sui principali cambi, vedi tabella qui sotto. Rispetto a ieri, tuttavia, pare che la maggiore correlazione ha riguardato le valute angloamericane. Euro e Franco svizzero hanno avuto movimenti più ampi, ma meno correlati a quelli delle altre valure...che voglia dire qualcosa di particolare?
[3] Ecco lo stato delle previsioni a fine giornata: sono 3 su 7 le previsioni indovinate su base giornaliera (pari al 42.85%) e 4 su 7 su base settimanale (pari al 57.14%).
Nella tabella di seguito la situazione completa (l'asterisco - come al solito - indica previsioni che si sono avverate/non-avverate per poco):

Mercoledi 16 Marzo 2011: La notizia del giorno è il nuovo downgrade del Portogallo di due livelli (c.d. notches) ad opera di Moody's. Vedi CNBC 16/3 "Moody's Cuts Portugal's Debt Rating by Two Notches". Anche l'outlook è negativo, e questo lascia aperta la porta ad ulteriori futuri declassamenti. Ora il Portogallo è valutato ad "A3".

"Moody's on Wednesday cut Portugal's sovereign debt rating by two notches to A3 and said it might have to downgrade again given the impact of high borrowing costs and the difficulty of meeting tough fiscal targets. (...). Moody's said it still held a negative outlook on Portugal's bond ratings as it considers a further downgrade to be more likely than an upgrade over the coming one to two years. The rating agency said it was concerned about the high interest rates the government might have to pay to borrow on capital markets and what those rates could mean for the economy as a whole. It also questioned how successful the government would be in achieving the tough fiscal targets it has set itself going forward".

Vedremo che conseguenze avrà questa decisione sulle quotazioni dell'Euro.

[2] La BoJ continua ad immettere anche oggi liquidità nel sistema per continuare a facilitare gli scambi e il credito sui mercati: la cifra complessiva si aggira ora sui 700 miliardi di Dollari USA. Nel frattempo, compaiono le prime stime dei danni: una cifra approssimativa sarebbe di 186 miliardi di Dollari USA, circa il 3% del Prodotto Interno Lordo giapponese.

The Washington Post 16/3 "Japan central bank’s cash injections hit nearly $700 billion amid disaster aftermath": "Japan’s central bank continued to flood money markets with cash on Wednesday, bringing its total emergency funding to nearly $700 billion as it tries to soothe fears about the economic impact of the catastrophic earthquake, tsunami and unfolding nuclear crisis. The latest offer of Bank of Japan funding came as stock markets bounced back from a steep sell-off that sent the benchmark Nikkei down 20 percent over two days to an almost two-year low. The index finished up 5.7 percent at 9,093.72. The Bank of Japan conducted emergency operations for the the third day in a row, bringing its total liquidity injection to 55.6 trillion yen ($688.3 billion) since Monday. By flooding the banking system with money, it hopes banks will continue lending and meet the likely surge in demand for post-disaster funds. (...) Kyohei Morita, chief economist at Barclays Capital Japan, estimates disaster losses of about 15 trillion yen ($186 billion) based on currently available information. That represents about 3 percent of Japan’s gross domestic product".

[3] A conclusione di giornata, sono 4 su 7 le previsioni avverate sia su base quotidiana che settimanale (pari al 57.14%). La volatilità odierna del 7.59% continua ad essere elevata rispetto alla media mensile (6.36%), ma in netta diminuzione rispetto ai picchi dei giorni scorsi. Maggiori dettagli nella tabella qui sotto (Fonte: Comdirect.de).

Giovedi 17 Marzo 2011: Ad oggi sono 4 su 7 le previsioni indovinate su base quotidiana (pari al 57.14%) e 3 su 7 su base settimanale (pari al 42.85%). Delusione il tasso di cambio Sterlina inglese/Dollaro USA che in una sola giornata perde tutto quanto aveva guadagnato da inizio settimana. La tabella qui sotto riassume la situazione.
Venerdi 18 Marzo 2011 [1]: Anche oggi la BoJ interviene sui mercati, immettendo Yen per un ammontare pari a 35 Miliardi di Euro (4 Miliardi di Yen). Da inizio settimana la cifra complessiva ha raggiunti i 322 Miliardi di Euro (37 Miliardi di Yen), cfr. Comdirect 18/1 "ERDBEBEN/ROUNDUP: Japanische Notenbank pumpt weiter Geld in die Finanzmärkte":

"Die japanische Notenbank (BoJ) hat den Märkten am Freitag erneut zusätzliche Milliarden zur Verfügung gestellt. Am Freitag seien weitere vier Billionen Yen (rund 35 Mrd Euro) kurzfristige Notfall-Liquidität in die Märkte gepumpt worden, teilte die Notenbank am Donnerstag in Tokio mit. Damit summiert sich die Summe der kurzfristigen Notfallmaßnahmen auf zirka 37 Billionen Yen (rund 322 Mrd Euro)".

Sempre in giornata, si apprende della decisione delle Banche Centrali del G-7 di intervenire a sostegno della Banca Centrale del Giappone, cfr. Comdirect 18/3 "ANALYSE: Gemeinsame Yen-Intervention starkes und wirksames Signal - DekaBank": "Die G7-Finanzminister und Notenbankpräsidenten hatten in der Nacht zum Freitag beschlossen, gemeinsam gegen den starken Anstieg des Yen vorzugehen. Im Vergleich zum gescheiterten Alleingang der Bank of Japan im September 2010 entwickele das gemeinsame Vorgehen eine 'viel größere Kraft' und auch eine 'viel höhere Glaubwürdigkeit', sagte Tödtmann. Im Vorjahr sei die Wirkung der Intervention am Markt sehr rasch wieder verpufft. Dies dürfte nun anders sein".

L'articolo sostiene che è la prima volta da più di 10 anni che le principali Banche Centrali intervengono simultaneamente sui mercati: questa volta per mettere fine all'apprezzamento dello Yen. Si sostiene inoltre che, data la forte intesa internazionale, l'intervento dovrebbe riuscire, e quindi ci si dorebbe attendere un relativo deprezzamento dello Yen a breve.

Segalo inoltre l'articolo Reuters 17/3 "Yen slides after G7 helps BOJ intervene, drop likely to slow" in cui si dice invece che la BoJ, nell'acquistare Dollari USA contro Yen, sta riscontrando una grande resistenza, considerata l'enorme offerta di Dollari sul mercato. In particolare:

"Japanese Finance Minister Yoshihiko Noda said Japan agreed with central banks of the United States, Britain and Canada as well as the European Central Bank to jointly intervene in the currency market. Markets were caught off guard by the first joint action in over a decade, expecting Japan to have to act alone.
Traders said the Bank of Japan was immediately spotted buying dollars versus the yen, though it seemed to be meeting heavy offers. Each respective central bank agreed to intervene and sell the yen when their respective markets open.
Market players expected Japan and other central banks to keep intervening if the dollar threatened to fall back below 80 yen and make a run at the 76.25 all-time low struck this week. The G7 has long warned against excessive volatility in exchange rates.
But many traders were expected to need to unload dollars at higher levels and slow any advance, especially after Thursday's shocking plunge in dollar/yen that saw it collapse more than 4 percent in just an hour.
"It is a positive surprise," said Mitsuru Sahara, chief FX manager at Bank of Tokyo Mitsubishi-UFJ in Tokyo.
"The impact will be there, as it is difficult now to sell the dollar below 80 yen ... I think it is aimed at preventing a sharp plunge and bringing dollar/yen back up to levels before it started plunging, rather than trying to push it higher above 85 yen. I don't expect follow-up interventions to the upside."
The dollar's gains slowed after the initial burst higher, with Japanese exporters and traders stuck with long yen positions using the opportunity to unload. Some individual Japanese margin traders were also spotted selling dollars.
The rare G7 joint intervention capped a frantic week for Japanese markets that saw the Nikkei suffer its worst two-day rout since the 1987 crash and the yen soaring as investors watched the country's nuclear crisis escalate.
The dollar jumped 3.3 percent on the day to as high as 81.50 yen on trading platform EBS, extending a rebound from a record low of 76.25 yen plumbed on Thursday.
The sell off in the previous session came after a break of the 1995 record low of 79.75 triggered a cascade of automatic sell orders, some tied to leveraged positions and structured FX derivatives, in thin trade between the U.S. and Asian trading days.
The yen has climbed steadily since last week's earthquake, as Japanese and international investors closed long positions in higher-yielding, riskier assets such as the Australian dollar, funded by cheap borrowing in the Japanese currency.
Expectations that Japanese insurers and companies will bring money home to pay for claims and reconstruction also contributed to the yen's strength.
The euro jumped 3.5 percent to 114.60 yen, boosted in part by comments from Japanese Finance Minister Yoshihiko Noda that the European Central Bank may intervene in euro/yen. Commodity currencies, such as the Australian dollar, performed even better and recovered a bit from their recent hammering".

Non è tuttavia dato di sapere a quanto ammonti la cifra complessiva immessa congiuntamente sul mercato...

[2] Alla fine della settimana sono 3 su 7 le previsioni indovinate sia su base quotidiana che settimanale (pari al 42.85%). Nella tabella qui sotto, i risultati completi.

Matteo Olivieri
>> Le informazioni qui contenute non (!) costituiscono sollecitazioni ad investire.

mercoledì 9 marzo 2011

QE: Che confusione, Mr. Bernanke!

Cosenza (Italy), 9 Marzo 2011

Proprio mentre gli economisti di tutto il mondo sono impegnati a capire se il programma FED di quantitative easing sia stato effettivamente utile per l'economia...

Vedi CNBC 7/3 "Most Economists Say Fed Easing is Helping: Survey": "Most economists believe the Federal Reserve's bond-purchase program is helping to support U.S. growth, though many remain skeptical, a survey released on Monday found. The survey from the National Association for Business Economics found 62.4 percent of the economists polled think the central bank's $600 billion stimulus plan is working. Another 21.8 percent see the policy, which has come under fire from some conservative politicians and a number of emerging market policy makers, having no impact. Another 15.8 percent said the program was actively harmful. In response to the deepest recession in generations, in addition to slashing interest rates to zero, the Fed bought over $2 trillion in government and mortgage bonds in an effort to keep long-term borrowing costs down. With inflation fears suddenly emerging after months of worries about deflation, analysts are beginning to ponder the possibility that the Fed may have to tighten policy over the next year".

...ecco svelato dal Prof. John Taylor (Stanford) un curioso episodio che lo riguarda indirettamente (vedi Economics One 1/3 "Lessons Learned from Ben Bernanke's Policy Rule Discussion at the Senate").

Durante un'audizione al Senato USA, il Presidente FED Ben Bernanke viene sollecitato dal Sen. Toomey a commentare i risultati del programma di quantitative easing alla luce della c.d. Taylor-Rule, una regola empirica introdotta proprio dal Professor John Taylor, regola che interpreta il livello di tassi di interesse in termini di inflazione e output gap.
Il Presidente Bernanke prima afferma che in base alla regola di Taylor, i tassi di interesse dovrebbero essere ben al di sotto dello zero percento; poi, incalzato dal Sen. Toomey, che chiede se questa sua affermazione trovi conferma nell'opinione dello stesso Prof. Taylor, Bernanke sostiene che esistono differenti versioni della Taylor Rule, e che lo stesso Taylor nel 1999 optò per una differente versione di quella originariamente proposta nel 1993. A detta di Bernanke, le due versioni forniscono risultati di molto differenti.
A questo punto, alla domanda esplicita del Sen. Toomey se la regola di Taylor richieda un livello di tassi di interesse superiore a quello attuale, il Presidente Bernanke risponde dicendo che esistono altre regole empiriche che richiedono un livello di tassi di interesse inferiori allo zero.
La cosa curiosa è che nel suo blog, il Prof. Taylor smentisce categoricamente di aver mai proposto una versione alternativa a quella originale del 1993, e che anzi da mesi va dicendo che occorrerebbe un livelo di tassi di interesse superiore a quello attuale.

Ecco un ampio stralcio dall'articolo originale del Prof. Taylor:
"At yesterday's hearing before the Senate Banking Committee, Fed Chairman Ben Bernanke talked about monetary policy rules in response to a series of questions by Senator Pat Toomey. First, the Chairman stated that the Taylor Rule calls for interest rates “way below zero” and that this justifies methods such as quantitative easing. This is puzzling because I have reported for months that the Taylor Rule (see 1993 paper) does not call for an interest rate below zero. Second, when Senator Toomey then asked if Taylor believed the Taylor Rule called for rates below zero, Chairman Bernanke didn’t answer directly, but instead claimed that in 1999 I preferred a different rule to the one I published in 1993; he then said that the 1999 rule gives a much different rate. Senator Toomey then pressed on and specifically said the Taylor Rule called for rates higher than we have now, at which point Chairman Bernanke changed tack and argued that there were other policy rules that call for below-zero interest rates. Here is the relevant part of the transcript.

MR. BERNANKE: ... The Taylor Rule suggests that we should be, in some sense, way below zero in our interest rate, and therefore we need some method other than just normal interest rate changes to --
SEN. TOOMEY: Do you know if Mr. Taylor believes that?
MR. BERNANKE: Well, there are different versions of the Taylor Rule, and there's no particular reason to pick the one that he picked in 1993. In fact, he preferred a different one in 1999 which, if you use that one, gives you a much different answer.
SEN. TOOMEY: My understanding is that his view of his own rule is that it would call for a higher Fed funds rate than what we have now.
MR. BERNANKE: There are, again, many ways of looking at that rule, and I think that ones that look at history, ones that are justified by modeling analysis, many of them suggest that we should be well below zero. And I just would disagree that that's the only way to look at it.
But anyway, so I think there are some -- there is some basis for doing that.

In pratica: tutto questo meccanismo di quantitative easing, è stato finora difeso pubblicamente a partire dalla convinzione che ci fossero delle profonde ragioni economiche per supportare l'intervento FED sui mercati. Ora invece, questo presunto fondamento teorico, sulla base del quale questo programma è stato avviato, non è più così chiaro.

Matteo Olivieri
>> Le informazioni qui contenute non (!) costituiscono sollecitazioni ad investire.

martedì 8 marzo 2011

Alcune notazioni su bond e inflazione europea...


Cosenza (Italy), 8 Marzo 2011

Una paura irrazionale si sta diffondendo per l'Europa, cioè come riuscire a tenere sotto controllo il rialzo delle aspettative di inflazione. Questo è diventato un argomento talmente all'ordine del giorno, che molti dano oramai per scontato un imminente aumento dei tassi di interesse da parte della BCE nella prossima seduta di Aprile.
Eppure, a guardare da alcune statistiche, si scopre che il guadro delle situazione è molto meno univoco per come molti vogliono fa credere. In particolare, la seguente tabella di fonte FAZ 7/3 dimostra che l'inflazione "core" (salari, stipendi, consumi, livello di attività produttiva) è negli ultimi mesi tendenzialmente stabile con lieve tendenza alla diminuzione, il vero motivo dell'aumento delle aspettative di inflazione è pressoché attribuibile agli aumenti nei prezzi dei prodotti energetici (in rosso nel grafico). Neppure la parte di inflazione attribuibile a generi alimentari, alcool e tabacchi (in giallo nel grafico) dovrebbe destare particolari ansie, perchè - sia pure in aumento rispetto al passato - in realtà non sembra avere una dinamica particolarmente rilevante.

Energie und Rohstoffe: Ölpreise tendieren auf hohen Niveau fest

In una seconda tabella di fonte FAZ 7/3, si forniscono indicazioni molto interessanti sui livelli di tassi di interesse reali di diverse economie internazionali: interessante notare come da questa tabella si evinca che la maggior parte del mondo attualmente abbia tassi di interesse reali negativi, ovvero che le aspettative di inflazione sono maggiori dei tassi nominali di interesse). Gli unici paesi con tassi di interesse reali positivi sono in ordine decrescente di importanza Brasile, Turchia, Australia, Ungheria, Cina e Giappone. Dalla tabella si può notare come il Brasile al momento risulti la meta finanziaria di gran lunga da preferire rispetto agli altri paesi menzionati.

Europäische Zentralbank: Die Zinsen sind vielfach zu tief

Questo significa che mentre nei paesi con tassi di interesse reali negativi, il valore degli attivi patrimoniali (leggi: bond) si deprezza sistematicamente, nei paesi con tassi di interesse reali positivi succede esattamente l'opposto, per cui i relativi titoli obbligazionari si apprezzano.
Così, basta detenere titoli dei paesi con tassi di interesse reali positivi per un periodo di tempo sufficientemente lungo, per ritrovarsi al termine del periodo con un equivalente in denaro superiore al rendimento di mercato: in pratica, una vera e propria macchina per far soldi!

A questo punto la domanda diventa: è ragionevole attendersi che la BCE aumenti i tassi di interesse sulla base di ansie collegate al rialzo continuato del prezzo del petrolio e di altri prodotti energetici?
A mio avviso no, e non solo perchè l'aumento dei prezzi energetici dovrebbe essere solo di breve durata, o alla luce delle dichiarazioni odierne, secondo cui il Kuwait potrebbe aumentare la produzione di petrolio... 

(Vedi CNBC 8/3 "Futures Turn Higher, Following OPEC News": "(...) Earlier, futures fell after Kuwait's oil minister said OPEC was considering raising production for the first time in more than two years, a move that also sent oil prices lower. Oil prices rose slightly after the latest news. "We are in consultations about a potential output increase, but have not yet decided," Kuwait's Oil Minister Sheikh Ahmad al-Abdullah Al-Sabah told reporters on Tuesday, according to Reuters").

...ma anche perchè - a quanto pare - le vere cause dell'inflazione europea risiedono altrove: infatti, alla luce delle considerazioni svolte finora, conviene esportare denaro in quei paesi con tassi di interesse reali positivi per ottenere dei rendimenti netti positivi a costo zero.
Questo è - a mio avviso - il motivo per cui l'Euro si è apprezzato notevolmente nei giorni scorsi! Non è un caso che l'apprezzamento più consistente è cominciato proprio a seguito della decisione della Banca del Brasile di innalzare nuovamente i tassi di interesse, portandoli all'11.75% (Fonte Bloomberg).

Interest Rate Chart 
 
(Vedi CNBC 4/3 "No Time to Party for Brazil's Central Bank": "(...) When Brazil's central bank raised interest rate by half a point on Wednesday, it was responding to inflation over 6 percent. That's why some experts expect another tightening in April. But if rates go too high, that will push the value of the real even higher, hurting Brazilian industry. The real already rose 4.6% in 2010 as foreign investors were drawn to some of the highest interest rates in the world. I asked Alberto Ramos, a senior economist at Goldman Sachs, for his opinion on the Brazilian tightrope walk. "A wall of money is faced by a wall of intervention by the central bank," Ramos told me. Given current levels of growth and inflation, apartments in Sao Paolo are now more expensive than in Manhattan. But it's not all good, Ramos said. "Everybody loves a booming economy, but you should love it more if it's sustainable").
 
E' tuttavia chiaro che una sistematica esportazione di denaro tende a diminuire l'offerta di moneta in circolazione in Europa e quindi ad aumentare i tassi di interesse: ma se così è, allora la cosa che la BCE dovrebbe fare è di mantenere stabili (o di diminuire) i tassi di interesse, non certo aumentarli!
 
Interessante segnalare una contro-teoria a favore di un aumento dei tassi di interesse, on FAZ 7/3 "Die Zinsen sind vielfach zu tief", in cui si dice: poichè i tassi di interesse europei e statunitensi sono di molto inferiori a quelli dei paesi emergenti con tassi di interesse reali positivi, allora occorrerebbe aumentarli anche qui da noi, in modo da rendere meno attrattivi i titoli obbligazionari dei paesi emergenti (vedi: "Mit zu tiefen Zinsen und „schön“ gerechneten Inflationsraten zwingen sie Anleger dazu, Alternativen zu den vergleichsweise unattraktiv aussehenden Zinsanlagen zu suchen. Aus diesem Grund treiben sie nicht nur die Kurse von Aktien nach oben, sondern auch die Preise im Energie- und Rohstoffbereich. Unter anderem aus diesen Gründen sind die Preise für Baumwollen, Palladium, Kautschuk, Zinn, Nickel, Silber, Kupfer und Heizöl in den vergangenen zwei Jahren in Dollar um bis zu 430 Prozent gestiegen"). Matteo Olivieri

Tuttavia, aumentare i tassi di interesse in Europa e negli USA in questo momento, finirebbe per mettere a rischio la crescita economica o creare ondate di vendite di massa di titoli obbligazionari.

Matteo Olivieri
>> Le informazioni qui contenute non (!) costituiscono sollecitazioni ad investire.

sabato 5 marzo 2011

Previsioni settimana valutaria 6 - 11 Marzo 2011

Cosenza (Italy), 5 Marzo 2011

Come di consueto, a mercati fermi, ecco le mie previsioni sui mercati valutari pe rla settimana entrante.
  1. Apprezzamento dell'Euro sul Dollaro USA;
  2. Apprezzamento del Dollaro USA su Yen giapponese;
  3. Apprezzamento del Dollaro USA su Franco svizzero;
  4. Apprezzamento del Dollaro USA su Sterlina inglese (FX);
  5. Apprezzamento dello Yen giapponese sull'Euro;
  6. Apprezzamento dell'Euro su Franco svizzero;
  7. Apprezzamento della Sterlina inglese sull'Euro (FX).
La sigla (FX) indica le maggiori possibilità di arbitraggi.

AGGIORNAMENTI

Martedi 8 Marzo 2011: Ad oggi sono 5 le previsioni sicuramente avverate su 7 (pari al 71.425) sia su base quotidiana che settimanale. Il cambio Euro/Dollaro USA è quello che ha dato maggiori problemi, probabilmente per via del nuovo downgrade di ben 3 livelli dei conti pubblici della Grecia ad opera di Moody's ieri
(vedi CNBC 7/3 "Moody's Downgrades Greek Sovereign Debt by 3 Notches": "Moody's slashed Greece's credit rating by three notches on Monday, raising the specter that the distressed euro zone sovereign may be forced to restructure its debt, perhaps even before 2013. (...) Moody's Investors Service downgraded Greek debt to B1 from Ba1 and said it may cut further, citing significant risks to the government's fiscal consolidation program from a revenue shortfall and difficulties in reforming healthcare and state-owned companies. (...) The downgrade sent a ripple of concern around credit markets, raising the price of insuring Greek, Portuguese and Spanish debt against default and the risk premium on holding Greek bonds rather than benchmark German bunds".

Per una sintesi delle mie previsioni, rinvio alla tabella qui sotto.
Venerdi 11 Marzo 2011: Eccellente anche il riscontro delle mie previsioni riferite alla giornata di ieri: su base settimanale sono 5 su 7 le previsioni da me centrate (pari al 71/42%), non disponibili le previsioni su base giornaliera.
Grande anomalia al momento è il cambio Euro/Dollaro USA, che continua a deprezzarsi dopo l'ulteriore declassamento del debito sovrano spagnolo da parte di Moody's, solo pochi giorni dopo una identica decisione nei confronti della Grecia (vedi Comdirect 10/3 "Devisen: Euro gibt weiter nach - Moody's senkt Spaniens Kreditwürdigkeit": "Die US-Ratingagentur Moody's hatte die Kreditwürdigkeit Spaniens um eine Note auf die dritthöchste Note 'Aa2' gesenkt. Die Aktion kam nur wenige Tage nach der starken Herabstufung Griechenlands zu Wochenbeginn. 'An den Märkten scheint sich zudem die Sichtweise durchzusetzen, dass die angekündigte Zinserhöhung der EZB für finanzschwache Länder problematisch werden könnte', sagte Amend").

Sabato 12 marzo 2011: La settimana si chiude con la tragedia del terremoto e tsunami in Giappone. Sono 4 su 7 le previsioni avverate su base quotidiana (pari al 57.14%), e 3 su 7 su base settimanale (pari al 42.85%). Buono il recupero dell'Euro sul Dollaro USA, ma non riesce ad annullare tutte le perdite della settimana.

Per un quadro completo, rinvio alla tabella qui sotto (l'asterisco indica risultati di poco [non-]verificati).
Matteo Olivieri
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venerdì 4 marzo 2011

Trilemma Euro: sopra-, pari- o sottovalutato?


Cosenza (Italy), 4 Marzo 2011

Nel mio ultimo post LEAF "Pistola fumante" BCE!" ho mostrato come la gran parte dei recenti apprezzamenti improvvisi dell'Euro siano riconducibili a dichiarazion del Comitato Direttivo della BCE, e solo per una minima parte riconducibili alle turbolenze in Nord-Africa e Medio Oriente.

Sul FAZ di oggi trovo un articolo simile, con l'aggiunta di alcuni grafici che testimoniano in maniera drammatica, il trilemma in cui si trovano al momento i mercati (e della BCE, ?!). Vediamoli insieme...

Tabella 1: In base alla c.d. "Taylor Rule", i tassi di interesse europei sono troppo bassi.

Devisenmarkt: Trichet stärkt mit Zinssignal den Euro

Tabella 2: In base alla Parità del Potere di Acquisto (c.d. "PPP), l'Euro è sopravvalutato del 20% rispetto al Dollaro USA (--> tassi di interesse europei troppo alti).

Devisenmarkt: Trichet stärkt mit Zinssignal den Euro

Tabella 3: In base all'analisi tecnica di lungo periodo, il cambio Euro/Dollaro USA è in sostanziale equilibrio (--> tassi di interessi in equilibrio).

Devisenmarkt: Trichet stärkt mit Zinssignal den Euro

Cosa deciderà di fare dunque la BCE riguardo al livello dei tassi di interesse? Stamattia tutti i giornali sostengono che le dichiarazioni di ieri del Presidente Trichet siano un segnale inequivocabile di un possibile aumento già per Aprile...
Ma sarà davvero così? Io ho già espresso in precedenza i miei dubbi. Ora segnalo anche un altro articolo che pare rafforzi il mio convincimento di un non (!) imminente aumento: CNBC 2/3 "Rate Hike for the Eurozone? Traders Think So — But Not Until Summer": "(...) Similarly, Michael Woolfolk, senior currency strategist at BNY Mellon, believes the European Central Bank will raise interest rates in July, which would be a boon to the euro. But investors' focus will likely shift to the ongoing problems at the periphery of the eurozone before then, he says. "This was unfinished business from day one," he told me. Woolfolk favors the approach of requiring eurozone countries to meet strict fiscal criteria, but whatever happens, he says, "Something has to happen." Remember, too, that part of the euro's strength against the dollar is the result of the dollar's weakness. If the dollar starts to strengthen even as investors start to fret about the European debt crisis, the outlook for the euro could shift quickly".

Matteo Olivieri
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giovedì 3 marzo 2011

"Pistola fumante" BCE!

Cosenza (Italia), 3 Marzo 2011

Le vicende degli ultimi giorni riguardanti il tasso di cambio Euro/Dollaro USA hanno dell'incredibile...tanto più si registrano spinte all'apprezzamento del Dollaro, tanto più frequenti diventano le dichiarazioni di membri del Consiglio Direttivo della BCE riguardo ad un possibile aumento dei tassi di interesse nell'Eurozona.
Ho riassunto nella tabella che segue le vicende degli ultimi 10 giorni: a giudicare dal numero e dalla intensità dei picchi, si potrebbe concludere che hanno causato più volatilità le dichiarazioni della BCE che i recenti tumulti nel Nord Africa e Medio Oriente.


Che sia una strategia per fare abbassare il prezzo future del petrolio? O per fare in modo che il prezzo a termine dell'Euro abbia un premio rispetto al prezzo a pronti? La cosa non mi stupirebbe...

AGGIORNAMENTI

Martedi 8 Marzo 2011: Sempre più voci sostengono che un eventuale aumento dei tassi di interessi europei ad Aprile sarebbe un errore. Di seguito, ecco una selezione di articoli:
  • CNBC 4/3 "ECB April Rate Hike Would Be 'a Mistake': Roubini": "The European Central Bank should not raise interest rates in its next meeting because it risks widening the gap between struggling periphery economies and the stronger ones at the center of the euro zone, economist Nouriel Roubini told CNBC Friday. ECB President Jean-Claude Trichet said Thursday a rate hike in April was possible but not certain and revived the bank's old coded warning of monetary tightening by using the phrase "strong vigilance," often heard during the tightening cycle between 2005 and 2007. "In my view that's a mistake … I think that the ECB is rushing too fast into hiking rates," Roubini said in an interview".
  • CNBC 4/3 [Video]: "Will the ECB Make a Policy Error?": "David Bloom, Global Head of Foreign Exchange Strategy at HSBC joined CNBC on Friday to discuss the market reaction to the ECB's comments it could hike rates in April. "I think it's a mistake that they're going to do it," he said".
Matteo Olivieri
>> Le ifnormazioni qui contenute non (!) costituiscono sollecitazioni ad investire.

Federalismo municipale: quello che i caimani non dicono...


Cosenza (Italy), 3 Marzo 2011

Già ho espresso il mio giudizio in tema di federalismo all'italiana (vedi "Federalismo all'italiana: "venti" piccoli indiani"), ma oggi ritorno sull'argomento dopo l'approvazione "lampo" ieri in Parlamento, a voto blindato del c.d. "federalismo municipale".


Il principale problema sollevato è che la riforma sia un modo palese per accontentare le richieste "territoriali" della Lega Nord, facendo in modo che il gettito fiscale rimanga quanto più possibile sul territorio che l'ha prodotto, invece che essere destinato a Roma, per poi essere successivamente ripartito tra le singole regioni d'Italia.

Molto si è discusso in merito: gli oppositori sostengono che c'è un'aperta discriminazione tra regioni del Nord che risulteranno avvantaggiate, e regioni del Sud che risulteranno impoverite e, se vorranno rimanere competitive, dovranno aumentare le tasse o ridurre i servizi pubblici; i sostenitori della legge sostengono invece che il carico fiscale complessivo rimarrà inalterato e, pertanto, la riforma consiste semplicemente nel trasferire ai Comuni risorse che finora venivano gestite a livello nazionale.

Fermo restando che se nulla di fatto cambiasse, non si capirebbe perchè c'è bisogno di una riforma costituzionale, attuata peraltro prima cercando di aggirare il parere della Commissione Parlamentare, del voto del Parlamento e del ruolo di garanzia del Capo dello Stato, poi (dopo le proteste popolari!) con un "voto blindato" alla Camera...

A mio avviso non è vero (!) che nulla cambia; in verità cambia, eccome! Ecco alcuni spunti di riflessione:
  1. Contribuzione all'IVA prodotta: la riforma prevede che una parte consistente dell'IVA (ingl.: VAT Tax) rimanga sul territorio che l'ha prodotta. La cosa che potrebbe sembrare innocua, si rivela particolarmente insidiosa per quei beni che vengono prodotti in un posto ma consumati in un altro posto. Così, se una famiglia del Sud manda il proprio figlio a studiare al Nord, i soldi che gli manda mensilmente per vivere, causeranno una "sorta di tassa secondaria occulta" perchè il reddito del Sud diventerà consumo al Nord e quindi, diverrà una maggiore quota IVA di cui beneficeranno i Comuni del Nord. Così facendo, il Nord beneficerà di fatto di reddito prodotto al Sud ma consumato al Nord. Finora il problema era mitigato proprio attraverso una gestione centrale della imposizione fiscale. Se si generalizza il discorso, includendo tutte le forme di "trasferimenti", si vede agevolmente come questo principio di ripartizione del gettito IVA non sia "neutrale" dal punto di vista economico.
  2. Addizionale IRPEF: i Comuni avranno la possibilità di "sbloccare" la quota di compartecipazione all'imposta sui redditi personali oltre la soglia attuale e fino al limite dello 0,4%. Qui la norma è facilmente aggirabile tramite il meccanismo del c.d. "anticipo su addizionale IRPEF" (già presente in alcune regioni, come la Calabria): in pratica, si potrà far pagare in anticipo l'addizionale IRPEF regionale per l'anno successivo. Ma come in un gioco ripetuto, anche l'anno prossimo potrò far pagare l'anticipo per l'anno ancora successivo, e via dicendo. In pratica, non è vero che il carico fiscale rimarrà stabile, ma raddoppierà per via di trucchi che riescono (già oggi) ad aggirare le norme!
  3. "Cedolare secca": è la possibilità di scegliere tra due regimi differenti di imposizione fiscale sui redditi derivanti da affitti (vedi IlSole24Ore 3/3 "Con la «tassa piatta» sugli affitti il premio cresce insieme al reddito": "Dal 1° gennaio, quindi, i canoni incassati dai proprietari privati per locazioni abitative saranno soggette a due aliquote fisse: il 21% per i canoni a mercato libero, che interessano circa l'80% delle case in affitto (escluse le case popolari), e il 19% per quelli a canone concordato, che si concentrano nelle città più grandi e nel loro hinterland. Nessuna novità, invece, per gli alloggi dati in affitto da imprese, che continueranno a pagare l'Ires come accade oggi. La cedolare, che è un'imposta nuova di zecca, sostituisce Irpef, registro e bollo: la scelta è affidata al proprietario: in base al calcolo della convenienza, potrà anche optare per restare nel regime attualmente in vigore. Il calcolo non è difficile, però entrano in scena alcune variabili e, soprattutto, chi sceglie la cedolare non potrà applicare gli adeguamenti annuali indicati dall'Istat per i canoni").
    La questione viene presentata come "neutrale" e soggetta a libera decisione dei proprietari delle case che potranno decidere sulla base di un calcolo di convenienza. In verità non è così, perchè:
    a) Imposta di bollo e di registro sono due imposte giudicate per lo più inutili ed anacronistiche: invece che eliminarle - come da sempre si propone - le si ingloba in una nuova imposta (appunto la "cedolare secca");
    b) Viene meno il c.d. "adeguamento Istat" (ipotizzato al 2%): in pratica finora si calcolava l'imposizione fiscale ipotizzando un incremento dell'inflazione annuale al 2%. Venendo meno questo criterio, i contratti vengono adeguati a sopra l'inflazione reale. Considerando che il livello medio di inflazione italiana nel 2010 è stata sotto il 2% (vedi IlSole24Ore 16/12 "Inflazione in Italia stabile all'1,7% a novembre", è facile intuire come la riforma in questione sia stata fatta ipotizzando un livello dell'inflazione di molto più alto di quello effettivo.
    c) Ai Comuni poveri non rimarrà che aumentare l'inflazione per avere entrate fiscali più alte (p.e. in termini di maggiore gettito IVA): altro che incoraggiare la buona amministrazione, qui si incentiva la rapina dei territori pur di fare cassa!
Quali le conseguenze nel lungo periodo?
  • Aumento dei divari tra Nord e Sud;
  • (Paradossale) Necessità di una mala-gestione per fare cassa;
  • Necessità di maggiori trasferimenti statali di tipo perequativo;
  • Anche il Nord finirà per impoverirsi (p.e. in termini di qualità della vita), perchè - quando si ridurrano i "trasferimenti" dal Sud - si avvertirà una sensibile riduzione della quota di compartecipazione al gettito IVA;
Non si tratta di fare catastrofismi. Chi sa di cosa si sta parlando, non può tacere ma deve mettere in guardia da ciò che ci aspetta. Come diceva Keynes, "nel lungo periodo saremo tutti morti..."

Matteo Olivieri
>> Le informazioni qui contenute non (!) costituiscono sollecitazioni ad investire.