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martedì 25 maggio 2010

E' la Spagna il nuovo ventre molle d'Europa?





Cosenza (Italy), 25 Maggio 2010

Può la notizia della nazionalizzazione di una piccola banca locale, la Cassa di Risparmio Caja Sur (nell'Andalusia, la regione più povera della Spagna, ndr), far tremare i mercati finanziari europei e mondiali?
Questo è quanto sembra emergere dalla rassegna stampa internazionale, anche se la notizia pare avere dell'incredibile.
Per una rassegna completa rinvio ai seguenti articoli:
Eppure, di salvataggi di banche e/o di nazionalizzazioni forzate dovute ad un rapido deterioramento dei crediti in portafoglio ce ne sono state molte nell'ultimo anno, basti pensare a quanto accaduto in Belgio, Gran Bretagna e nella stessa Germania. Per questo motivo non si riesce veramente a capire come tale notizia possa risultare in qualche modo fondata, tanto più che la Banca di Spagna è intervenuta prontamente in soccorso.

Di certo è che la volatilità del mercato, misurata dal CBOE Market Volatility Index (Fonte: CNBC), ha raggiunto in questi giorni i valori più alti da un anno a questa parte, segno che la situazione economica è tutt'altro che sotto controllo.


A destare preoccupazione sono - a mio avviso - piuttosto gli inaccettabili "campanilismi" che ancora rallentano l'azione dell'Unione Europea. proprio di oggi è il botta-e-risposta polemico tra il Presidente della Commissione Europea Barroso e il Governo di Berlino sulle proposte tedesche di rafforzamento del Patto di Stabilità e Crescita. La Germania preme per sanzioni più aspre nei confronti dei paesi in deficit; il Presidente Barroso - dal canto suo - invita la Germania a riflettere sui vantaggi di cui ha goduto finora dall'entrata in vigore dell'Euro.

  • 25 Maggio FAZ "Im Gespräch: José Manuel Barroso, „Manchmal haben Krisen auch ihr Gutes“", in cui il Presidente Barroso sostiene che la maggioranza dei Tedeschi, a dispetto di quanto sostengono molti politici, è fondamentalmente favorevole all'Euro. Le critiche che vengono mosse all'Euro derivano dal non spiegare correttamente ai cittadini quel che avviene davvero: "Wir müssen den Leuten viel deutlicher sagen, was der Euro ihnen gebracht hat. Nehmen Sie den deutschen Handelsüberschuss von 134 Milliarden Euro. Weiß die deutsche Öffentlichkeit eigentlich, dass fast 86 Prozent von diesen 134 Milliarden, nämlich 115 Milliarden, aus dem Handel in der EU stammen? Sagen die deutschen Politiker der Öffentlichkeit, dass die deutschen Exporte in andere EU-Länder ständig gestiegen sind? Zwischen 1995 und 2008 betrug der Anstieg 7,4 Prozent im Jahr. Bei den deutschen Ausfuhren nach Japan waren das nur 2,2 Prozent. Deutschland war bisher ein großer Gewinner des Euros. Ich finde, dass mehr Politiker in Deutschland das deutlich sagen sollten" [Dobbiamo dire alle persone molto chiaramente che cosa l'Euro ha portato loro. Prendiamo il surplus commerciale tedesco di 134 Miliardi di Euro. Sa l'opinione pubblica tedesca che circa l'86% di questi 134 Miliardi, ovvero 115 miliardi, derivano da commercio con l'UE? i politici tedeschi dicono all'opinione pubblica, che le esportazioni tedesche in altri paesi europei sono stabilmente aumentate? Tra il 1995 e il 2008 l'aumento è ammontato al 7,4% annuo. Nel caso di esportazioni tedesche verso il Giappone ammontava solo al 2,2,%. La Germania è stata finora uno dei maggiori favoriti dell'Euro. Io penso che più politici in Germania dovrebbero dire queste cose chiaramente, ndr].

  • 25 Maggio Handelsblatt "Berlin kontert: „Barroso hat den Euro in schweres Fahrwasser gebracht“" (Barroso ha portato l'Euro in acque difficilmente navigabili, ndr): "Die harsche Kritik von EU-Kommissionspräsident José Manuel Barroso an den Plänen der Bundesregierung zur Verschärfung des Euro-Stabilitätspakts sorgen für großen Unmut in Berlin. Finanzpolitiker von Union und FDP wiesen die Vorbehalte des Portugiesen deutlich zurück und erklärten die deutschen Vorschläge für den „richtigen Weg“ aus der Währungskrise. SPD und Grüne stärkten Barroso den Rücken" [La dura critica dal Presidente della Commissione europea José Manuel Barroso ai piani del governo federale per il rafforzamento del Patto di Stabilità dell'Euro crea grande malcontento a Berlino. La politica finanziaria del CDU e FDP ha mostrato le riserve dei portoghesi calate notevolmente, e ha mostrato che le proposte tedesche sono il "modo giusto" per uscire dalla crisi valutaria. SPD e Verdi apppoggiano Barroso, ndr].
E' chiaro che se l'Europa non risolverà tali anacronistici "campanilismi" e non si trasformerà in una vera Unione, i problemi della speculazione verranno solamente spostati in avanti.

Matteo Olivieri
>> Le informazioni qui contenute non (!) costituiscono sollecitazioni ad investire.

lunedì 24 maggio 2010

Speculazione contro l'Euro, come domare la bestia?



Cosenza (Italy), 24 Maggio 2010

Come volevasi dimostrare, la riapertura dei mercati di oggi ha dimostrato come i pericoli per le economie europee provengano per la maggior parte da molto lontano, Giappone e Australia in primis (cfr. Handelsblatt 24 Maggio, "Asiatische Aktienmärkte: Tokio schwächelt – Schanghai legt kräftig zu").

Il rafforzamento dello Yen sui mercati valutari europei è il risultato congiunto di maggiori possibilità di profitti nell'estremo oriente e dell'azione di alcune Banche Centrali (Banca del Giappone in primis) di evitare l'eccessivo apprezzamento delle loro valute. Pertanto, mentre gli investitori europei investono a breve termine in quei mercati, per poi far ritornare gli stessi capitali su più lunghe scadenze, in estremo oriente si acquistano Euro e si vendono Yen (Dollari Australiani).

Un articolo molto interessante su Bloomberg di oggi, 24 Maggio, sembra confermare questo aspetto ("Selling Euros for Kiwis Delivers Yield From Merkel (Update2)"). Nell'articolo si legge: "Borrowing in euros to finance an investment in the Australian dollar, New Zealand dollar, Brazilian real and Norwegian krone returned 10 percent in the past 6 months, according to data compiled by Bloomberg." (Prendere a prestito in euro per finanziare un investimento in dollari australiani, dollari neozelandesi, real brasiliani e corona norvegese ha dato un ritorno del 10 per cento negli ultimi sei mesi, secondo i dati compilati da Bloomberg. Lo stesso traffico con il dollaro al posto della moneta da 16 nazioni tradotta in una perdita del 7,5 per cento e un calo del 7,4 per cento con lo yen, ndr). Lo stesso articolo segnale che:
  • Yen ed Euro sono usate come valute per finanziare i c.d. "carry trades", cioè indebitarsi nei paesi con minori tassi di interesse e reinvestirli in quelli con maggiori tassi di interesse;
  • Vendere Yen e acquistare Dollari Australiani o Dollari neozelandesi ha assicurato profitti medi maggiori rispetto a vendite equivalenti di Dollari statunitensi ed Euro.
Se la ricostruzione dei fatti si dimostrerà vera, è chiaro che una tassa sulle operazioni finanziarie, per come richiesto dalla Germania, non risolverebbe il problema...neppure se questo provvedimento fosse esteso a livello europeo o, addirittura, mondiale. Tale provvedimento renderebbe al limite solo più costoso effettuare simili operazioni di "carry trade", ma non ne eliminerebbe alla radice la possibilità.
In effetti, anche la stampa tedesca comincia a convincersi che la "guerra privata" della Germania contro gli speculatori e gli "eccessi dei mercati" sia mal indirizzata (cfr. DIE WELT 19 Maggio, "Kommentar, Angela Merkel versteht die Märkte nicht", La Merkel non capisce i mercati, ndr).

Per tale motivo, credo sia possibile indicare (almeno) 4 modi che influiscono da vicino sulla speculazione contro l'Euro:
  • Un aumento dei tassi di interesse in Australia NUOCE all'Euro poichè intensifica il carry trade;
  • Un apprezzamento dello Yen NUOCE all'Euro poichè intensifica il carry trade;
  • L'inflazione giapponese minore (o anche deflazione,!) di quella europea NUOCE all'Euro poichè tende ad apprezzare lo Yen;
  • Un apprezzamento dell'Euro GIOVA all'Euro, ma ciò vuol dire anche una maggiore inflazione giapponese (cioè, minori esportazioni e maggiori importazioni giapponesi)!
Ovviamente, all'orizzonte si profila un vero e proprio dilemma: l'apprezzamento dell'Euro sembra collegato ad una maggiore inflazione giapponese, cosa non solo non desiderata dalle autorità nipponiche, quanto anche di fatto combattuta: infatti, nel tentativo di impedire la caduta dei prezzi interni, queste stanno favorendo in tutti i modi la crescita delle esportazioni...dunque l'esatto opposto di quanto sarebbe necessario [ovviamente, una maggiore quota di importazione e di inflazione, equivale a richiedere ai giapponesi un impoverimento rispetto alla loro sitazione attuale!].
Come uscire da questa situazione?...E' chiaro che una ripresa forte e duratura dell'economia americana, ed un Dollaro forte, toglierebbe tutti dai guai (cfr. Bloomberg 24 Maggio "Dollar to Become ‘Growth Currency’ During Next Decade (Update1)" [vedi anche il mio paper "The Bug in the European Monetary Architecture: Can a Collapse Still Be Avoided?"]!

Matteo Olivieri

>> Le informazioni qui contenute non (!) costituiscono sollecitazioni ad investire.